Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

Cioccolata calda per due, di Nunzia Gionfriddo, storia d’amore e di guerra, di Fiorella Franchini

Libri

Florinda, giovane ricercatrice, deve approfondire le sue indagini sulle vicende drammatiche avvenute nell’ex-Jugoslavia e chiede aiuto a Giovanni, giornalista che gestisce un sito internet per conto dii un’associazione di migranti dall’estero, ma si scontra con il dolore profondo, mai superato, dell’uomo che in quegli eventi terribili ha perso la moglie.  Nasce tra i due un rapporto di forte condivisione fatto di scambi d’idee, ricordi, piccole riti come una cioccolata al bar, una passeggiata nel quartiere, una gita al mare, fino a un’intimità fisica, passionale nella sua spontaneità. “Cioccolata calda per due” di Nunzia Gionfriddo, edito da Phoenix Publishing, pare raccontare situazioni ordinarie: un amore maturo vissuto tra le strade di Roma, la sua periferia, il Castello di Santa Severa, cui si aggiungono i viaggi di lavoro di Florinda nell’Europa dell’est, il ricovero di Giovanni in Svizzera per gravi motivi di salute. Una narrazione quasi diaristica in cui l’escamotage epistolare rimanda a una tradizione antica, dalle Eroidi di Ovidio a I dolori del giovane Werther di Goethe, rivisitata in forma tecnologica, mail al posto di lettere. Eppure, si comprende subito che non c’è solo l’incontro di due solitudini, bensì l’affiancarsi di due visioni del mondo che s’incrociano, si sovrappongono, si completano, quella storica di Florinda e quella di Giovanni, testimone della memoria. I fatti tragici del secondo dopoguerra che hanno interessato l’Istria, la Dalmazia, Fiume, Trieste, il tentativo d’invasione bosniaca, la Jugoslavia di Tito, le atroci sofferenze e le decimazioni subite dalle popolazioni nell’indifferenza delle grandi nazioni europee, irrompono nella quotidianità dei protagonisti e nelle pagine del racconto con tutta la drammaticità di un conflitto assurdo, consumato a due passi da noi. E’ difficile non essere sopraffatti da un’ondata di rabbia quando si ripensa a questa violenza, oppressi da quell’orribile sensazione di consapevolezza “ che la guerra non risolve niente e che – come affermava Agatha Christie – vincere una guerra sia disastroso quanto perderla”. Nunzia Gionfriddo non si volta dall’altra parte e, a distanza di quasi trent’anni da quei fatti sanguinosi, nelle Note e nella Postfazione cerca di fare chiarezza sui ciò che è accaduto tra il 1945 e il 1993 in quei territori, e la pagina letteraria assume un valore storico e sociale. Ancora una volta è quasi impossibile distinguere tra “buoni e cattivi”, ancor più affrontare il vuoto che riempie lo sguardo e l’animo di chi è stato spettatore e vittima.  Il romanzo prova a offrire un’occasione di confronto tra punti di vista, tra Storia e memoria. Da un lato il rigore della studiosa alla ricerca di fonti, d’altra il ricordo individuale, quella storia minima che soltanto da poco è entrata a far parte della ricostruzione scientifica. Una vicenda che regala al lettore sentimenti, stati d’animo in cui la narrazione diventa strumento per interrogare la realtà, suscitare domande e far emergere la complessità che sta dietro ogni vicenda. I due protagonisti, Giovanni e Florinda, vivono un amore fatto di affetto, comprensione, momenti d’intimità e proprio le emozioni diventano un “varco irrinunciabile per poter costruire conoscenza e coscienza”, poiché offrono le testimonianze dirette di chi è stato presente e, integrando le necessarie competenze disciplinari e d’interpretazione, portano alla cultura storica. La storiografia tradizionale ha spesso mostrato una certa diffidenza verso le esperienze memorialistiche e autobiografiche, eppure oggi, che di memoria si parla assai più che di storia, il recupero e l’analisi della prima appare come un passaggio obbligato verso la conoscenza della seconda, ormai assimilata a un qualsiasi “documento”, e quindi legittimata a essere usata e consumata. Nel percorso narrativo di Nunzia Gionfriddo storia e memoria si sovrappongono, tra ricordo individuale e collettivo, riflessione intima e analisi moderna, e la dimensione affettiva integra il recupero del passato con molteplici vissuti cui la scrittura sa dare voce. C’è un sottile filo rosso che unisce poesia, narrativa e ricordo ed è la consapevolezza che bisogna andare oltre le mistificazioni e anche oltre l’inconscio desiderio di oblio dei sopravvissuti e delle collettività perché non prevalga l’indifferenza, perché le società comprendano non solo i valori positivi, ma anche le premesse immorali e anticulturali di tanti eventi drammatici.

23 Marzo 2022/da user-pannunzio
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/9788872110874.jpg 340 243 user-pannunzio http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png user-pannunzio2022-03-23 08:59:312022-03-23 08:59:34Cioccolata calda per due, di Nunzia Gionfriddo, storia d’amore e di guerra, di Fiorella Franchini

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

480477

Articoli recenti

  • Dio, l’uomo, la morte, di Marco Calzoli
  • Il leviatano che sta arrivando a Torino, di Pier Franco Quaglieni
  • Perdersi negli altri e nelle cose. Le lettere di Benedetto Croce, di Alessio Magaddino

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: A Genova il terrorismo porta un nome indelebile, quello di Coco, di Pier Franco Quaglieni Collegamento a: A Genova il terrorismo porta un nome indelebile, quello di Coco, di Pier Franco Quaglieni A Genova il terrorismo porta un nome indelebile, quello di Coco, di Pier Franco... Collegamento a: Il presidente Draghi, più atlantico degli atlantici, di Livio Ghersi Collegamento a: Il presidente Draghi, più atlantico degli atlantici, di Livio Ghersi Il presidente Draghi, più atlantico degli atlantici, di Livio Ghersi
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}