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Il ”Pannunzio Magazine“ ha ritenuto di dover eliminare la possibilità di commentare i singoli articoli da parte dei lettori. Era un’idea molto liberale che nessuna rivista consente, divenuta incompatibile con i tempi di intolleranza e di violenza verbale che viviamo. Addirittura il quotidiano “La Stampa“ ha eliminato la rubrica delle lettere dei lettori con una scelta assai discutibile perché detta rubrica era una scelta  redazionale delle lettere ricevute. Noi abbiamo mantenuto la rubrica delle lettere, “I lettori scrivono“ ma abbiamo eliminato il commento “a caldo“, assai poco usato dai nostri abituali lettori ma occasione ghiotta per qualche leone da testiera alla ricerca di facile notorietà e non del tutto consapevole che una rivista di cultura non è Facebook  dove chiunque, anche il più ignorante, può scrivere di tutto e di tutti. Insultare attraverso “Pannunzio Magazine“ è un reato a mezzo stampa, ad ogni effetto. Non potevamo diventare  occasionale tribuna per affermazioni prive di senso e soprattutto di cultura, rendendoci inoltre involontari  complici di eventuali reati di diffamazione. Chi , lettore , vuole mantenere un contatto – sempre molto gradito – con la rivista, può  continuare a scriverci liberamente e la redazione e la  direzione, come è suo diritto e dovere, ai sensi della legge sulla Stampa, deciderà di volta in volta. In ogni caso i giudizi che contengano offese verranno cestinati, mentre come sempre verrà dato spazio ai testi argomentati e rispettosi delle regole del confronto civile di opinioni, come è ‘ nello spirito di questa testata. Anche per la scelta degli articoli da pubblicare la redazione opera verifiche e fa delle scelte per garantire ai lettori articoli di qualità e non dilettanteschi. Questo è ciò che ci impone il magistero di Pannunzio che era severissimo nella scelta dei suoi  collaboratori.