Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

Il più grande rischio per l’Ue si chiama Giuseppe Conte, di Mattia Feltri su Huffpost

I dibattiti

A Bruxelles, a Berlino e Parigi, cominciano a preoccuparsi. Se l’Italia non sarà capace di stendere un piano serio e di impegnare i 209 miliardi per fare di sé un paese moderno e competitivo, se li userà, come temono e bruscamente dicono i nordici, per riempirsi la pancia, le conseguenze saranno disastrose, per noi e per l’Ue. Nell’intervista concessa a Maurizio Molinari su Repubblica, il presidente Giuseppe Conte ha ragione quando indica lo spazio ridotto per le chiassate nazionaliste dopo l’intesa sul Next Generation Eu, per cui l’Italia intascherà 209 miliardi (127 di prestiti agevolati, 82 a fondo perduto, cioè regalati). Non ne ha altrettanta quando nega le spinte antieuropeiste del Movimento cinque stelle, oggi sottosopra per le ostilità interne, pregiudiziali ed emotive al Mes, considerato l’abile stratagemma di Berlino per togliere denari dalle tasche degli italiani e infilarli nelle banche tedesche: la qualità dell’analisi è da sabato sera in birreria, ora tarda. Adesso – e il premier non lo ignorerà – la minaccia per l’Unione non si chiama Matteo Salvini o Giorgia Meloni e nemmeno Beppe Grillo. Si chiama Giuseppe Conte. I giornali tedeschi ricominciano a porsi qualche domanda non tanto sulla stabilità del governo, ma sulla perizia e sulla consapevolezza con cui si appresta ad amministrare la montagna di soldi. Come abbiamo scritto qui ieri, la Boersen Zeitung, giornale vicino alla Bundesbank, ha definito l’Italia una polveriera capace di far saltare in aria l’Eurozona, e il sospetto viene dalla gestione dei cento miliardi tirati fuori dalla manica (messi a debito) nel 2020 per lenire le conseguenze dell’epidemia: non soltanto in sussidi, e passi visti i tempi, ma anche per tenere in piedi quella carcassa che è Alitalia, per dare un senso agli esoterismi attorno a Ilva, per salvare una banca qui (Carige) e una là (Popolare di Bari). La domanda sottintesa è: non è che pure i 209 miliardi su cui Angela Merkel ha messo la sua reputazione finiranno in trattoria? Bisogna sempre ricordare che l’Italia è il paese europeo che in totale (ma non rapporto al Pil) si prende il grosso del gruzzolo: al secondo posto c’è la Spagna con poco più 140 miliardi. Non si è trattato di un semplice slancio del cuore per il disastro combinato dal virus anzitutto dalle nostre parti, altrimenti l’andamento pandemico nel continente avrebbe poi suggerito di rivedere la ripartizione, ma anche dell’occasione per consegnare all’Italia l’opportunità di rimettere in piedi la sua sciancata economia. Da lustri l’Unione ci raccomanda, per allineare l’esangue crescita a quella del resto d’Europa, di riformare la pubblica amministrazione, la giustizia civile e penale, di diluire la burocrazia, di digitalizzare, di progettare nuove grandi opere. E da lustri non lo facciamo o lo facciamo poco con la scusa che la gente non capirebbe, che servono liquidi per il welfare (assistenzialismo), che se non si distribuiscono risorse si armano le geremiadi del nazionalismo eccetera. Ecco, ora le geremiadi del nazionalismo hanno il fiato corto e l’Italia avrà il conto lungo. Le attenuanti sono finite. Ma come intenda Conte usare il denaro – l’ultima grande chance per tutti noi, che impegna tutti noi e i nostri figli nei prossimi decenni – è un mistero della fede, indispensabile a evitare le smanie dei ministeri, dei partiti, dei vari capoccia col cappello in mano – o almeno così si intuisce. E dunque si progettano triumvirati, task force, moltitudini organizzate di tecnici, chiamati in nome e a maggior gloria di Conte a studiare spese e investimenti. La soluzione ha contorni bizzarri. O antidemocratici, come ha detto qui Sabino Cassese, o di rinuncia della politica a sé (sempre qui Rino Formica). Però, al di là dell’allegra interpretazione del ruolo delle istituzioni repubblicane, a Bruxelles, e a Berlino e a Parigi, cominciano a preoccuparsi. Se l’Italia non sarà capace di stendere un piano serio e di impegnare i 209 miliardi per fare di sé un paese moderno e competitivo, se li userà, come temono e bruscamente dicono i nordici, per riempirsi la pancia, le conseguenze saranno disastrose, per noi e per l’Ue. Siamo una polveriera capace di far saltare in aria l’Eurozona: un rischio che non porta il nome di Salvini o Meloni o Grillo, ma di Giuseppe Conte.

6 Dicembre 2020/da user-pannunzio
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/12/download-4.jpg 183 275 user-pannunzio http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png user-pannunzio2020-12-06 11:06:262020-12-06 11:06:29Il più grande rischio per l’Ue si chiama Giuseppe Conte, di Mattia Feltri su Huffpost

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

479959

Articoli recenti

  • Dio, l’uomo, la morte, di Marco Calzoli
  • Il leviatano che sta arrivando a Torino, di Pier Franco Quaglieni
  • Perdersi negli altri e nelle cose. Le lettere di Benedetto Croce, di Alessio Magaddino

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: “Manchester by the sea”, regia di Kenneth Lonergan, di Lorenzo Simonini Collegamento a: “Manchester by the sea”, regia di Kenneth Lonergan, di Lorenzo Simonini “Manchester by the sea”, regia di Kenneth Lonergan, di Lorenzo Simonini Collegamento a: Vaccino e certificato elettronico: se non lo fai sei out!, di Mara Antonaccio Collegamento a: Vaccino e certificato elettronico: se non lo fai sei out!, di Mara Antonaccio Vaccino e certificato elettronico: se non lo fai sei out!, di Mara Antonacc...
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}