1,592 utenti hanno letto questo articolo

Il Centro Pannunzio, come è nella sua tradizione e perfino nel suo Statuto, non prende posizione  politica per nessuno schieramento a garanzia della sua indipendenza. Non possiamo tuttavia sottrarci ad alcune riflessioni super partes.
La prima riguarda una campagna elettorale povera di idee, ricca di slogan, incapace di coinvolgere i cittadini. Tra l’altro non voteremo in condizioni di sicurezza perché l’uso del Green pass è diventato nei seggi un optional.
Il diritto di voto è sacro ma il diritto alla vita è ancora più importante. Soprattutto i partiti hanno rivelato una crisi che fa pensare ad una democrazia  profondamente malata. Il leaderismo, specie in assenza di veri leader, è un surrogato della democrazia. Ci vorrebbe ben altro che la Biennale della democrazia di Zagrebelskyche è una fiera della faziosità più settaria e illiberale. In questi giorni non si sono letti programmi convincenti ed articolati ma abbiamo assistito ad una caccia alla preferenza senza neppure motivare le ragioni per cui si dovrebbero votare certi candidati. Alcuni partiti sono diventati quasi inesistenti. Le liste le leggeremo quando andremo ai seggi perché molti candidati si sono rivelati non presenti. Molti si sono illusi che la politica si faccia su Facebook, altri che basti organizzare bicchierate o incontri ai mercati dove si stringono mani. La politica con la P maiuscola fatta di incontri e di dibattiti veri sembra essere scomparsa. Personaggini  mediocri si aggirano facendo i questuanti di voti di preferenza  come i frati che un tempo  andavano in giro per le case a chiedere l’obolo.
Le circoscrizioni sono diventate la collocazione di personale politico che deve farsi le ossa a nostre spese. L’unica cosa seria sarebbe abolire le circoscrizioni che costano enormemente  e non danno neppure più i servizi minimi al cittadino come i servizi anagrafici. Ma tutti i partiti sono famelicamente alla ricerca di posti e di gettoni e questi discorsi fingono di non capirli .
In questo modo crescerà sempre di più il disamore per le istituzioni e quindi per la democrazia.
Non c’è da stupirsi se molti pensano illusoriamente  all’uomo forte che comunque non c’è. Non c’è il nuovo Mussolini di un nuovo 22 e non c’è neppure un salvatore della patria democratica come De Gaulle . Si galleggia in attesa che passi il COVID , ma la democrazia esige una passione civile, uno spirito di servizio, una capacità politica sempre più inesistenti .
Gli spin doctor, anche quelli di bassissimo profilo , imperversano,  inquinando il dibattito di bestialità.
Noi chiediamo che la politica riprenda il sopravvento e che si spazzino via coloro che contribuiscono a farla degradare .
Chi ha conosciuto la prima Repubblica con i suoi esponenti e i suoi statisti, non può accontentarsi di una realtà di degrado che ha portato il grillismo ad essere considerato un discorso politico. L’Italia civile di Bobbio, l’Italia democratica di Pannunzio deve reagire agli improvvisatori  e ai confusionari che in queste elezioni sono l’emblema di una crisi da cui bisogna uscire. Ne va di mezzo il futuro del nostro Paese. C’è da sperare che gli elettori siano migliori dei politici e sappiano scegliere almeno dei sindaci decenti . Non si può pretendere un meglio che non c’è , ma almeno esigiamo che sappiano cos’è l’abc della politica . Sarà una scelta difficile , ma non disperiamo a priori.

I