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È difficile pensare a Torino come una città con un importante Museo Archeologico al pari di Roma, Napoli, Reggio Calabria, il Vaticano.  Si sa  dell’importanza della romana Augusta Taurinorum nell’urbanistica ortogonale attuale, la regolarità del suo impianto, connotativo di Torino, lo si deve al castrum, pochi sono i resti archeologici scoperti e quasi tutti tra le Porte Palatine e Palazzo Reale, mentre molto sarebbe ancora da recuperare. Molti furono invece furono i reperti costituiti da statue, bassorilievi, busti collezionate dai Savoia per secoli: reperti provenienti dalla Mesopotamia, statue greche e romane, vasellame greco, elementi funerari etruschi e fenici.  Materiali che compongono uno straordinario patrimonio in alcuni casi mai mai esposto, testimonianze pervenute al Museo di Antichità in più di quattrocento anni di storia, grazie al collezionismo di Casa Savoia che specie nel ‘700 volevano mettersi alla pari con le altre Corti europee  e alle scoperte di studiosi, esploratori. Una grande occasione per riportare l’Archeologia al centro dei Musei Reali, svelando un capitolo fondamentale della storia dei Savoia a Torino, una città che da sempre vive un rapporto conflittuale con questa grande Dinastia.  Un nuovo capitolo quindi ,voluto da Enrica Pagella, responsabile dei Musei Reali, di concerto con il Ministero per la Cultura che ha trovato in Massimo Osanna dinamico ed indimenticato Soprintendente di Pompei ed ora Direttore Generale dei Musei, un fattivo “sponsor”. Dall’interno della Manica Nuova di Palazzo Reale, dove l’Atrio monumentale si trasforma in uno snodo essenziale capace di mettere in rapporto dialettico due grandi nuclei del collezionismo sabaudo, si passa al Nuovo Museo che forse è l’unica vera, sorprendente ,bella novità nel soporifero panorama culturale torinese. “Con la nascita dei Musei Reali nel 2016, la prima Reggia d’Italia ha aperto le sue porte a una eredità culturale che spazia dalla Preistoria alla modernità, con testimonianze che da Torino si affacciano sulla storia di tante altre civiltà dell’Europa e del mondo – dichiara Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali -. Questo nuovo allestimento riporta alla luce opere di inestimabile bellezza e valore storico. Oggi queste raccolte sono uno straordinario strumento di dialogo e di confronto tra le culture passate e presenti, un’eredità lasciata nelle nostre mani per costruire un migliore futuro per le nuove generazioni. Il nuovo allestimento rappresenta solo l’inizio di un importante ripensamento di un percorso che vuole essere sempre più omogeneo e capace di raccontare, in un’unica narrazione, tutte le diverse anime dei Musei Reali.”