Il re di maggio, di Pier Franco Quaglieni
Umberto di Savoia , principe di Piemonte , in seguito all’abdicazione del padre Vittorio Emanuele III , salì al trono il 9 maggio di 80 anni fa .Era luogotenente generale del Re ed aveva già di fatto già esercitato le funzioni sovrane dalla Liberazione di Roma del 4 giugno 1944 . Resta un dileggio gratuito e cc antistorico definirlo “ re di maggio “pedche Umberto II solo formalmente regnò poco più di un mese , essendo partito per l’esilio il 13 giugno 1946 .
> Non solo i monarchici riconoscono che mise le premesse per essere un grande Re ,come aveva visto Luigi Barzini jr.
Scelse come ministro della Real Casa l’avvocato Falcone Lucifero che nella sua giovinezza era stato un socialista vicino a Matteotti . Ho conosciuto di persona Umberto II in più occasioni e la sua “regalità “era palpabile e ben viva . Per regalità intendo soprattutto il fatto di non essere mai stato uomo di parte ,ma di essersi sempre posto al servizio della Nazione . Questo è il mestiere dei re , come ben ha dimostrato Carlo d’Inghilterra nel suo incontro con Trump . In Umberto non fu solo “mestiere “ , ma cultura , equilibrio , patriottismo autentico ,si direbbe oggi passione civile .
Nel ricostituito Regno al Sud fu l’anima del risorto esercito italiano e , malgrado l’opposizione degli Alleati ad un suo comando , seppe essere vicino ai soldati di Montelungo e Monte Marrone con sprezzo del pericolo e della vita .
La Repubblica sociale fece strame della sua figura per colpire la dinastia .Durante il referendum istituzionale dimostrò un equilibrio quasi impossibile perché , pur essendo in giuoco la Monarchia , il re seppe restare al sopra della mischia . PartI’ per l’esilio prima della proclamazione della repubblica per evitare una probabile seconda guerra civile tra il Nord repubblicano e il Sud monarchico che rivelò con il voto di non essere stato oggetto di una colonizzazione forzata da parte dei Savoia .
Il suo costante richiamo fu l” Italia innanzi tutto” e Autogoverno di popolo e giustizia sociale “.
Dall’esilio il re ha continuato ad amare disperatamente l’Italia .
I monarchici in Italia furono inadeguati e litigiosi , sperperando milioni di consensi in partiti che hanno immiserito la causa monarchica .Il Re da Cascais ha rappresentato un esempio civile di grande italiano che ne rappresentava la storia migliore , quella del Risorgimento e non solo . Per cercare di non far sentire troppo la differenza la Repubblica dovette scegliere come presidente il monarchico e scienziato Luigi Einaudi . Ma la figura di Umberto non è mai stata dimenticata, neppure tanti anni dopo quando morì nel 1983 e la repubblica gli negò di rivedere per l’ultima volta la sua Patria .



