La vergogna del giornalismo italiano, di Leonardo Papa
Se esiste una cosa orrenda, tra le tante nel mondo, questa è la censura. Sia che derivi da un apparato di stato, sia che venga autoinflitta dal movimento giornalistico stesso, in ottemperanza di una determinata linea guida politica.
Perchè questa mia affermazione? Perchè proprio ora? Veniamo ai fatti.
Ritengo di avere, nella mia cerchia di amici e conoscenti, persone di cultura, e generalmente informate su quanto accade nel mondo.
Orbene, ho provato a chiedere cosa sapessero sullo scandalo inglese delle cosiddette “grooming gangs” islamiche in Gran Bretagna, ed ho spessissimo avuto come risposta… “siiii, mi pare di avere sentito qualcosa, non so bene, credo qualche caso di violenza sessuale in Inghilterra”…
È invece il più grande, orrendo, schifoso scandalo che io ricordi. Non rammento una cosa più disgustosa dal tempo dei campi di concentramento nazisti e dagli orrori della guerra dei Balcani.
285.000 adolescenti britanniche, dico 285.000, l’intera popolazione di Firenze, violentate, stuprate, seviziate, torturate da gangs di adulti pakistani musulmani, con il silenzio, anzi la connivenza delle istituzioni britanniche, che non sono andate a fondo alle denunzie ricevute, per paura di essere tacciate di razzismo.
È dovuta servire un’indagine privata, di un parlamentare inglese Rupert Lowe, finanziata da privati cittadini, e che ha fatto seguito alle indagini degli anni passati di Ann Cryer e del figlio Lord John Cryer, per scoperchiare questo immenso letamaio. Dalla relazione di questo parlamentare, emergono testimonianze devastanti, come quella di una ragazzina quattordicenne stuprata da oltre cento uomini musulmani, come i referti medici relativi a lacerazioni vaginali (e non solo) di adolescenti, picchiate e frustate. Tutte adolescenti bianche, cristiane, molte affidate a servizi sociali conniventi, e quindi soggetti particolarmente fragili. Duecentottantacinquemila.
Il peggior primo ministro inglese della storia, Starmer, si è dimesso, guarda caso dopo che è stato reso pubblico questo dossier, ma per gli insufficienti risultati di natura economica ottenuti… queste le ragioni addotte…
Se veramente costui era a conoscenza di questa vergogna nazionale, non sarebbero le dimissioni il fio da dover scontare… nè la pena da subire. E non dico altro.
Se questa orrenda vicenda, che fa di molto impallidire i notissimi Epstein files, per i quali lo spazio ai notiziari è stato ben diverso, fosse accaduta dieci anni fa, avrebbe occupato le prime pagine dei giornali per settimane se non mesi, sarebbe stata oggetto di trasmissioni di inchiesta, ed i telegiornali non avrebbero smesso di parlarne. Ebbene, ora, la vicenda è stata blandamente raccontata per poi sparire, soppiantata dal concerto di Ultimo, dalle critiche di Trump alla Meloni, dai mondiali di calcio, che in Italia nessuno si fila.
Perchè questo? Perchè oggi, è una notizia scomoda. Le recenti teorie inclusiviste, garantiste oltre ogni limite in favore delle cosiddette minoranze in Europa, e da molti europei abbracciate vergognosamente, vedono questo orrore come un ostacolo alla islamizzazione che vogliono portare avanti. Non mi soffermo ora su queste teorie, delle quali vorrei scrivere più avanti.
Ho parlato di vergogna del giornalismo italiano. Orbene, lo dico con convinzione. Quando infatti si cerca di far passare sotto silenzio tali infamità, tale schifo il cui tanfo è stato per anni coperto dalla connivenza ipocrita di istituzioni marce fino al collo, e questo viene fatto per rispettare una discutibile ideologia politica, ecco, questa è la morte del libero giornalismo.



