Nelle “fauci” della polarizzazione, evitare una brutta fine è possibile? di Giuseppe Cicogna
Il 28 marzo 2020 Pannunzio Magazine pubblicò gentilmente una mia riflessione nei primi mesi di quello che definii un “golpe sanitario” [https://www.pannunziomagazine.it/un-golpe-sanitario-di-giuseppe-cicogna/]. Non era ancora arrivato il tempo delle vaccinazioni obbligatorie ripetute e del green pass, ma serpeggiava il sentore che tutto ciò si sarebbe verificato.
A distanza di anni sembra impossibile poter comprendere le dinamiche che si sono sviluppate da quel durissimo e convulso periodo ed è il tema di questo commento. In questi giorni impazzano articoli, post, video nei quali si dibatte sulla posizione legale assunta dalla persona che al tempo si mise maggiormente in evidenza in qualità di portavoce delle decisioni internazionali in materia di salute pubblica: Antony Fauci.
Come noto si è avvalso della facoltà di non rispondere scatenando l’atteso quanto dissonante stridore dei giudizi sommari: per alcuni il diavolo in persona, per altri un luminare della scienza che ci ha salvati.
Dagli anni della cosiddetta pandemia in avanti si assiste all’istantanea polarizzazione delle idee tra opposti schieramenti. Al punto che si può facilmente prevedere, ancora prima che qualcuno pubblichi qualcosa sul fatto corrente di attualità, quale tesi sosterrà e quale avverserà. Ce ne sono sempre due. Le altre quasi spariscono di fronte alla caciara sollevata dalle due principali.
Non che questo fenomeno non esistesse prima, ma dal 2020 è nettamente più evidente e radicale. E’ come se l’opinione pubblica costituita dai grandi mezzi di informazione, dai vari canali social più o meno ufficiali, più o meno privati e dall’insieme dei commenti, si spaccasse sistematicamente e immediatamente in due alla prima avvisaglia di un evento anche solo potenzialmente controverso.
A fronte di una certo fatto di attualità, in modo sorprendentemente veloce si può osservare la reazione. Appare subito una “verità” e quasi contemporaneamente una “verità” di segno contrario. I commentatori paiono essere assolutamente certi di essere nel giusto, di avere ragione, di conoscere la verità; grazie alle loro fonti hanno le idee ben chiare, sanno cosa fare e che posizione assumere al punto di arrivare facilmente a deridere, fino a volte ad insultare chi è convinto dell’altra “verità”.
In questo turbolento contesto persino che evita di schierarsi pubblicamente su alcune vicende viene attaccato, come è accaduto al grandissimo Francesco De Gregori. Comunque sia la sassaiola non risparmia nessuno: scienziati, politici, artisti, atleti, religiosi a tutti i livelli.
Siamo tutti potenzialmente esposti al pubblico ludibrio: non ti vaccini? Untore! Ti vaccini? Schiavo! Così gli untori e gli schiavi possono essere nostri famigliari, amici, colleghi, vicini di casa, i nostri attori preferiti, noi stessi.
Anche chi non vuole gettarsi nella mischia di discussioni che non porteranno da nessuna parte, come avviene sistematicamente nei più famosi dibattiti TV, in qualche modo rischia di trovarsi invischiato. Non potersi esprimere serenamente, vuol dire essere sotto attacco. La libertà di pensiero e di espressione sono sotto attacco, ma in che modo abbiamo potuto accettare questo stato di cose?
La strumentalizzazione aberrata delle religioni è stata ed è ancora responsabile di sanguinose polarizzazioni. La società laica contemporanea, in cui le religioni sono ormai tenute ai margini se non per accusarle di qualcosa, si dimostra capace di estremismi ancora più radicali e violenti.
Dogmi scientifici si scontrano frontalmente gridando verità diametralmente opposte ancora oggi sul tema della pandemia, delle epidemie, della prevenzione, dei trattamenti, delle cure. Esponenti di ideologie partitico-poitiche non fanno quasi altro che accusarsi vicendevolmente di essere la causa di tutti i mali.
E’ tutto uno scaricare su altri le colpe e le responsabilità di qualcosa.” Io e quelli che la pensano come me siamo nel giusto. Tu e voi che la pensate diversamente siete ignoranti o criminali”. Dove andremo a finire?
Siamo già nelle fauci della polarizzazione (Mi si perdoni il gioco di parole, ma ciò che sta evocando quel cognome rende più che mai l’idea). Per non essere definitivamente digeriti e decomposti forse possiamo fare qualcosa.
L. Ron Hubbard scrisse: “E’ tempo che l’Umanità cresca…Infatti non ci può essere che pianto nelle tenebre laddove, al servizio dell’ignoranza, della faziosità, dell’odio e dello sfruttamento, c’è la più feroce e fatale di tutte le armi: la bomba H. Non cambiate la religione di nessuno, non cambiate la politica di nessuno, non troncate la sovranità di nessuna nazione. Insegnate invece all’Umanità ad usare ciò che ha e ciò che conosce per creare per la prima volta, qui sulla Terra, una vera civiltà nell’ambito di un qualsiasi contesto politico.” [da “Scientology, I Fondamenti del Pensiero” pag.3 edizione italiana 2007. Originale in Inglese del settembre 1956]
Possiamo evitare di essere una particella attratta da un polo o dall’altro della calamita delle idee e dei comportamenti; concederci il dono del dubbio e della riflessione evitando il forte impulso alla reazione; ammettere di non sapere già tutto, di non aver capito già tutto. Impegnarci cercando di praticare una semplice, ma potente qualità che ciascuno di noi intimamente possiede e può alimentare: il rispetto incondizionato, non solo di se stessi, ma anche degli altri.
Giuseppe Cicogna
Chiesa di Scientology



