Non azzardatevi a chiamarvi Sinistra, di Leonardo Papa
Volevo intitolare “cinematograficamente” questo articolo “c’era una volta la sinistra”. Per poi scrivere: “sì, oramai tanto tempo fa esisteva una sinistra che poteva piacere o non piacere, ma diceva e faceva cose di sinistra”. Ho preferito invece un tono più duro, più rude, una intimazione alle nullità del Campo Largo, affinchè non provino ad arrogarsi il diritto di chiamarsi sinistra e definirsi progressisti, quando sono foraggiati e lavorano per il più bieco capitalismo sfruttatore ed appoggiano idee retrograde ed oscurantiste. Altro che progresso.
Bene, ora che ho fatto capire ed ho anticipato al lettore ove vado a parare, cercherò di spiegarmi un pò meglio, evidenziando le contraddizioni e le falsità, condite da una buona dose di disinformazione se non censura, che costoro stanno infliggendo al nostro paese.
Sì, sono molto incazzato. Sto assistendo infatti ad una tragicommedia che sta spazzando via le ideologie politiche liberiste, socialiste, moderate, che essendo comunque di matrice popolare, avevano come primo obiettivo e come centro di riferimento la gente comune, ed il suo benessere. Il popolo che questi figuri stanno tradendo nel peggiore dei modi, inneggiando all’antifascismo quando sono loro quelli che maggiormente assomigliano a quella ideologia. Illiberali, violenti, censori, indifferenti alle necessità della gente, opportunisti pro domo sua, in perenne contraddizione con tutto e tutti, e soprattutto con il buonsenso.
Entriamo nello specifico, perchè non amo gettare frasi al vento senza motivarle. Deformazione professionale.
Ho parlato di indifferenza alle necessità del popolo. Storicamente, i partiti ed i movimenti di sinistra, sono sempre stati improntati, se non altro almeno formalmente, a cercare di garantire una tutela del ceto più debole, chiamiamolo se si vuole in modo oramai un pò anacronistico, proletariato, arrivando a volte ad esacerbare gli animi con l’antagonista mondo imprenditoriale; ricordiamoci le lotte di classe degli anni sessanta e settanta. E ricordiamoci però anche in cosa sono sfociate quando il clima si è fatto rovente: la lotta armata, il terrorismo, i “compagni che sbagliano”. A parte questa parentesi molto buia, era però innegabile che esistesse una profonda connotazione popolare della sinistra italiana. Questo era indubbio. Per dirla come Gramsci, quasi una sorta di “connessione sentimentale” con una parte del popolo. L’obiettivo dichiarato (almeno allora ne esisteva uno, certo) era quello di innalzare la qualità della vita, garantendo maggiore stabilità economica al mondo operaio, mondo che cominciava a nutrire i primi miraggi di welfare, con l’accesso alla nuova realtà dei finanziamenti immobiliari, ed all’acquisto delle utilitarie dell’epoca. Io mi ricordo amici di gioventù che con i risparmi di anni di catena di montaggio acquistavano orgogliosamente la Fiat Uno Turbo da sfoggiare davanti al bar.
Poi i tanti tentativi di salire al governo, sempre rintuzzati da un centro di matrice cristiana molto forte, i primi inciuci di sottobosco con la nascente corrente di sinistra della magistratura… che qualcuno nega e non vuole vedere nemmeno oggi, con magistrati che cantano “bella ciao”…
Tutto questo per dire che, comunque, nel bene e nel male esisteva una sinistra.
La poltiglia ideologica di oggi, formata da coloro che si spacciano di sinistra, non ha alcun riguardo per quelle origini, nè alcun obiettivo certo, se non quello di cercare nuovi bacini elettorali che subentrino a quelli storici, oramai definitivamente abbandonati. Il popolo vuole sicurezza nelle strade, una sanità funzionante per chi non può accedere ai servizi a pagamento, un salario minimo garantito e sufficiente per una vita dignitosa, e magari, perchè no, anche indicizzato. Nulla di tutto ciò è prioritario per costoro. Anzi la loro politica è rivolta all’esatto contrario. Contratti firmati dalla cgil a quattro euro l’ora, ma tante manifestazioni per la Palestina, ed attenzioni rivolte al mondo capitalistico spinto, non quello più sano e produttivo della piccola e media impresa, ma quello parassitario della grande finanza e delle multinazionali dalla manodopera a basso costo. Guardate cosa sta succedendo. Le sinistre europee, le varie ONG, sono pacificamente sovvenzionate, direttamente od indirettamente, da speculatori come il signor Soros, ovvero da gente che non produce nulla, non condivide nulla, che impiega poco in rapporto al movimento di capitale, personaggi che estraggono e producono denaro dal denaro, influenzando e facendo svalutare ( Soros si è smodatamente arricchito anche così) le valute nazionali sulla pelle dei piccoli risparmiatori. Siamo ad un paradosso politico. Questa improponibile poltiglia che si è vestita con gli abiti di sinistra, si è invece venduta per quattro spicci a coloro che la vera sinistra ha sempre contrastato. E lo ha fatto senza aver riguardo delle ragioni storico/filosofiche che ne hanno contraddistinto i primi movimenti. Perchè dico ciò? Perchè la sinistra nacque con le prime società operaie, volte a garantire al proletariato una dignità economica che prima non aveva. Karl Marx, ne “Il capitale” aveva capito il rischio, temendone il pericolo rappresentato dalla “concorrenza” interna tra classi operaie; quello che chiamava “esercito industriale di riserva”. Un tassello indispensabile per garantire la remunerazione del mondo capitalistico, ma un pericolo reale per le conquiste salariali ottenute. Avere a disposizione una alternativa, una manovalanza disposta ad accettare di meno, indebolisce le rivendiche economiche e le conquiste faticosamente ottenute dal movimento operaio. Questa pseudo sinistra sta percorrendo, portandola all’eccesso, proprio questa strada, perchè del popolo italiano, della sua forza lavoro, non ha nessun rispetto. I vari Soros finanziano le Ong, che fanno sbarcare orde di disperati disposti a firmare non a quattro euro l’ora, ma a due. Un vero esercito industriale di riserva. Ed è per questo che i nostri indegni cercano di spingere per la loro regolarizzazione in Italia. Una moltitudine di forza lavoro a bassissimo costo per i loro amici delle ipercapitalistiche multinazionali, ed un nuovo, importante bacino elettorale, che va a sostituire quello precedente che oramai sta voltando loro le spalle: quello degli operai, dei lavoratori italiani che piano piano avevano raggiunto un minimo di solidità economica. Ecco, il termine esatto: sostituzione. Che nel nostro caso rischia di diventare, a livello europeo, se costoro malauguratamente dovessero governare, anche sostituzione etnica. Sostituzione che andrebbe ancora a favorire il mondo delle grandi industrie. Sostituire un popolo che ha raggiunto un minimo di benessere con una moltitudine, anche se ignorante ed incivile, che ha bisogno di tutto, e che magari potrebbe essere sovvenzionata da questa Unione Europea, a quale mostruoso movimento di denaro porterebbe? E dove lo porterebbe? Non certo nelle mani dei negozianti, degli artigiani, dei professionisti, ma nelle casse delle banche e delle multinazionali. E questo purtroppo è un fenomeno di livello continentale, che sta portando avanti la “sinistra” europea e che avrà sicuramente radici oltreoceano o chissà dove. Possiamo pensare che in Italia, dietro a ciò, ci siano solo Peppino dei Banchi a rotelle, Ellie Pausa teatrale, Ilaria delle Occupazioni abusive, Maurizio Quattro Euro e Angelino delle Pietre del fiume? Ma per carità… In gergo spionistico, come li chiamavano i politici da manovrare? “Utili id***i” mi par di ricordare, senza voler offendere nessuno, naturalmente…
E se per ottenere questo risultato si svende la propria nazione, accettandone l’imbarbarimento islamico, se si chiede di votare i propri candidati pakistani o del Bangladesh – che non parlano e capiscono l’italiano -in nome di Allah il misericordioso, come fatto indegnamente a Venezia, se si decide di tradire le proprie origini, la propria cultura, il proprio popolo, se si fonda la propria ideologia solo sull’odio violento nei confronti della controparte politica, allora ad “id***i” forse bisognerebbe aggiungere “criminali ideologici”.
Tutto ciò ha quindi questo prezzo, che mi auguro che il popolo italiano non voglia pagare. Portare in Italia moltitudini di disadattati, sta causando gravissimi problemi economici al nostro paese: una evidente e pericolosissima erosione del welfare (altro che pagamento delle nostre pensioni) , ed una situazione di caos e di insicurezza. Siamo arrivati al punto di inneggiare a vigilanti, sperare in ronde, e vediamo fiorire in tutta Europa movimenti ultranazionalistici, che in un altro momento storico mi avrebbero molto preoccupato, ma che al giorno d’oggi appaiono il male minore. È quantomai attuale, a questo proposito, in una realtà oramai legata al permissivismo più totale, con libertà distorte, dal “gender fluid” alle manifestazioni di piazza con devastazioni delle città, al caos in strada causato dalle aggressioni da parte degli immigrati clandestini, una osservazione di Platone dal secondo libro de “La Repubblica”, che illustra la degenerazione del ciclo sociale, da democrazia, poi anarchia, quindi a tirannia, e che voglio riportare nei suoi passi più significativi: ” quando il popolo, divorato dalla sete di libertà si trova ad aver a capo dei coppieri che gliene versano a sazietà, fino ad ubriacarlo, accade allora che se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati despoti. ….. In questo clima di libertà, nel nome della libertà, non vi è più riguardo per nessuno. In mezzo a tale licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia”.
E speriamo che prima che germogli e fiorisca quella mala pianta, il popolo si sia liberato dei nostri Utili…
Potrei finire qui, ma ho detto che voglio motivare tutto, ed allora motivo.
Ho parlato di pseudo sinistra traditrice, illiberale, violenta, censora. Infatti, mi domando: è essere progressisti, essere di sinistra spalancare le porte all’islam radicale ed oscurantista che chiude le donne in prigioni di tessuto, e che le lapida se scoprono il capo? Che inneggia all’impiccagione degli omosessuali? Che nutre il terrorismo? È di sinistra stare sempre dalla parte sbagliata, proteggere i delinquenti, oltraggiando ed assalendo le forze dell’ordine? È di sinistra indottrinare gli scolari, gli studenti con teorie islamiste, e giusto per contraddirsi ulteriormente, woke? È di sinistra fare i nullafacenti figli di papà al centro sociale e devastare le città? È di sinistra manipolare l’informazione? Vi rispondo. In gran parte no. In piccola parte sì, nei regimi comunisti, come peraltro in quelli fascisti, che sono la stessa cosa. Cambia solo il colore.
Termino ricordando un’autrice, pensatrice francese del primo novecento, Simone Weil, attivista partigiana, insegnante di origine, poi operaia per scelta di campo, dal posizionamento per il mio gusto politico moderato forse un pò “estremo”, che nel suo saggio provocatorio “Nota sulla soppressione generale dei partiti politici”, sosteneva che i partiti tendono a prevalere sul bene pubblico e sulla verità, tradendo così le istanze reali della gente; che in buona sostanza oggi, semplicisticamente, potrebbe significare che puoi essere di destra o di sinistra, ma che se tradisci il tuo popolo non vali niente.
Bene, mi auguro di aver evidenziato qualche argomento, che possa diventare un motivo per soffermarsi a pensare, prima di entrare nelle prossime cabine elettorali. Immaginiamoci tanti voti al campo largo, annullati per indegnità dei votati, dagli stessi votanti…
Non azzardatevi a chiamarvi Sinistra!



