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Vorrei aggiungere una riflessione ai tanti articoli usciti sul  nostro Magazine in merito alla guerra  Russia / Ucraina. Mi sembra che emergano, giustamente, l’aspetto etico, essendo la guerra una sciagura ed un dramma umano spietato,  e l’aspetto utilitaristico; ci conviene infatti commerciare più con la Russia che con l’Ucraina. Emerge anche un non tanto velato rimprovero alla sudditanza atlantica. Agli americani  che guadagnano vendendo armi.  Trascuro tutti gli aspetti ideali, culturali e politici che sono coinvolti in queste tristi e drammatiche vicende, per ragioni di spazio, non perchè siano secondari. Manca, a mio modesto parere, la visione strategica. Premessa: vi è un regime autoritario in un paese ricchissimo di risorse naturali e poverissimo di attività economiche, il PIL pro capite  russo è minore di quello greco. Il regime è corrotto, pochi oligarchi esportano capitali e la cittadinanza sente i morsi della miseria, il governo  non riesce a mantenere le aspettative di sviluppo promesse, il consenso interno  diminuisce. Il potere gioca la carta nazionalista.  Prima assalta la Georgia per Ossezia ed Abkazia, poi la Crimea,  poi il Dondass, poi il golpe in Kazakistan.  L’Occidente nulla, tutto tace. L’America pensa alla Cina, abbandona l’Afghanistan  in malo modo, ignora la questione libica, dice agli europei che se vogliono una difesa la devono pagare.  L’Europa non vuole spendere soldi per gli armamenti, considera la Nato superata, vive di gas e petrolio russo, è dipendente e ricattabile.  Quale miglior occasione per il prossimo boccone:  fagocitare l’ Ucraina e gestirla come la Bielorussia?Se il boccone fosse stato indolore come i precedenti, perché fermarsi, quali quelli successivi ? La Moldavia per soccorrere i russi della Transnistria ?  I baltici e la Finlandia per difendere Kaliningrad ?  La Russia ha una cultura imperiale millenaria, non si fermerebbe più sull’Oder o sul Neisse dove è stata fermata  dai carri di Patton, arriverebbe al Reno con gli applausi dei pacifisti.  Mors tua, vita mea, purtroppo. Dovremmo benedire l’Ucraina, non trascinata da un uomo solo e pazzo, al comando, ma compatta, dietro al suo Presidente, determinata a difendere la propria identità, la propria libertà, la propria indipendenza, costi quel che costi.   Cose vecchie e superate, forse anche scomode e pericolose. Cose superate  che ci piacevano:  ai tempi di Leonida e delle Termopoli. Non dobbiamo perdere l’occasione di fermare l’orso russo e di alzare il più possibile il prezzo del boccone. Dopo sarebbe più difficile, più costoso, più drammatico, dobbiamo aiutare gli ucraini e l’Ucraina, intelligentemente .