Un 2 giugno tricolore? Forse sarebbe possibile, di Pier Franco Quaglieni
Una sindaca, appena eletta nell’hinterland di Milano domenica scorsa, ha subito voluto rimettere le cose a posto per la festa del 2 giugno, togliendo il monopolio della festa all’associazione dei partigiani ex comunisti, ANPI. Non si tratta di un gesto di faziosità ma di contrappeso necessario per tentare di rendere il 2 giugno una festa di tutti, anche se 80 anni fa il referendum spaccò gli Italiani tra monarchici e repubblicani e l’Italia tra il Nord repubblicano e il Sud monarchico.
Ci furono anche dei fatti di sangue in via Medina a Napoli con molti morti e feriti ad opera degli ausiliari comunisti reclutati nella Polizia da Romita. Lasciare che l’ANPI continui a gestire e a monopolizzare tutto sarebbe contraddire il voto di una settimana fa. E’ subito stata aggredita da partiti e giornali. I sindaci di centro- destra non dovrebbero cercare il quieto vivere come fanno, lasciando all’ANPI il monopolio di certe feste nazionali che dovrebbero tingersi solo di tricolore. Chi delega all’Anpi tradisce al suo ruolo istituzionale.
La sindaca milanese ha seguito l’esempio coraggioso del sindaco Canepa in Liguria che già da due anni ha fatto assumere all’amministrazione civica la gestione diretta del 25 aprile, invitando a partecipare tutte le associazioni, ANPI compresa. Così dovrebbero fare anche i sindaci di sinistra ma sarebbe il finimondo


