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Bentornati ancora una volta su “Cinema Tips” la rubrica con le gemme cinematografiche che trovate solo su Toscana Today e Pannunzio Magazine. Questa settimana rimaniamo nell’ambito del cinema italiano parlando di un lungometraggio uscito nel 2016 che tocca tematiche fondamentali e, visti i tempi che corrono, contemporanee come quelle legate al mondo del lavoro. Il titolo del film è “7 minuti”.

Diretto da Michele Placido, si ispira a una storia realmente avvenuta in Francia ed è tratto dall’omonimo testo teatrale di Stefano Massini. Il cast si compone da Cristiana Capotondi, Ambra Angiolini, Michele, Donato e Violante Placido, Fiorella Mannoia, Ottavia Piccolo.

Il film si svolge nell’arco di un’intera giornata partendo dalla routine mattutina delle operaie fino a sera quando riusciranno ad arrivare a una decisione ostica riguardante un diritto di tutti i lavoratori fondamentali: la pausa pranzo. Le operaie dell’azienda, infatti, vengono direttamente coinvolte dalla nuova multinazionale proprietaria in merito a una decisione: nessuna sarà licenziata, a patto che l’orario di pranzo nel contratto di lavoro venga ridotto di 7 minuti.

Una trama che mette in luce una questione sempre delicata come quella del rapporto tra datore di lavoro e dipendente, specialmente in un Paese come l’Italia dove le difficoltà economiche della classe operaia sono spesso sempre più evidenti e dove c’è sempre la sensazione che i diritti siano sempre meno. Inoltre spuntano altri aspetti molto importanti come la mancata denuncia di molestie, la questione della maternità e il mantenimento di una famiglia in una Nazione dove si potrebbero dare maggiori garanzie.

Un film che cerca di sensibilizzare giustamente sulle condizioni di vita dei dipendenti di fabbriche e aziende e che sottolinea come purtroppo in Italia il divario tra la classe dirigente e quella operaia tende a essere sempre più uno squarcio aperto, visto anche il caro prezzo della vita in questo Paese. Ciò su cui è bene riflettere è il fatto che non si tratta di un film che vuole escludere qualche particolare tipologia di pubblico, visto che i film li guardano sia operai che dirigenti. Credo, invece, sia molto più importante ragionare sul fatto che i dirigenti di aziende in Italia, sapendo come purtroppo questo Paese tende ad andare, bisognerebbe che diano più possibilità economiche e lavorative ai propri dipendenti meritevoli, specialmente se quest’ultimi sono ancora giovani. Perché è in gioventù che ci sono le forze maggiori per fare qualsiasi cosa e quindi anche lavorare e quindi dare un contributo redditizio statale.

Cari datori di lavoro, se avete dei dipendenti che lavorano bene e hanno valori importanti, date loro più importanza e siate con loro più educati e rispettosi.

Cari dipendenti, lavorate con onestà e impegno. So che è dura, ma sicuramente sarete premiati.