8 marzo: Festa della Donna, di Paolo Vieta

In occasione della Festa della Donna, ricordiamo alcune donne (senza nulla togliere a tante altre) che, nei più disparati campi, seppero distinguersi, pur in ambienti dominati dal cosiddetto sesso forte.

Golda Meir 1898-1988

Politica socialista, unica donna Primo Ministro di Israele (1968-1974) di cui partecipa alla fondazione, essendo uno dei 24 firmatari della Dichiarazione di Indipendenza.

Nel 1972, durante le Olimpiadi di Monaco di Baviera, i terroristi palestinesi di Settembre Nero eliminano due atleti israeliani e ne rapiscono altri nove, chiedendo in cambio la liberazione di oltre duecento palestinesi. Il governo segue la linea della fermezza, rifiutando qualsiasi trattativa con i terroristi (sei anni prima del caso Moro). La polizia tedesca organizza un malriuscito blitz che si conclude con l’uccisione di tutti gli ostaggi. Come conseguenza, Golda Meir incarica il Mossad di trovare in qualsiasi parte del mondo i responsabili ed eliminarli a sangue freddo, con un’operazione chiamata Collera di Dio.

Tra i suoi aforismi celebri «Per ogni civiltà arriva il giorno in cui è necessario scendere a compromessi con i propri valori».

Nel 1974 si dimette, pur non essendo responsabile, a seguito delle pesanti perdite nella fase iniziale della Guerra del Kippur, comunque vinta dallo stato ebraico.

Melitta Schenk Gräfin von Stauffenberg 1903-1945

Ingegnere aeronautico si laurea con lode nel 1927 (unica donna del suo corso), pilota acrobatica e militare. Si occupa di aerodinamica, partecipa come pilota acrobata alle Olimpiadi del 1936, è decorata da Göring con la Croce di ferro di Seconda Classe. Per l’importanza del suo lavoro, pur essendo di padre ebreo, è arianizzata per meriti.

Sposa il fratello del maggiore Claus von Stauffenberg, l’attentatore di Hitler il 20 luglio 1944. A seguito dell’evento l’intera famiglia è arrestata. Mentre il genero è giustiziato, il marito imprigionato, lei, ritenuta estranea al tentativo di golpe, è scagionata e reintegrata nel ruolo di Capitano della Luftwaffe.

Muore l’8 aprile 1945 a seguito dell’abbattimento, ad opera dell’aviazione americana, dell’aereo di cui era al comando.

Hanna Reitsch 1912-1979

Pilota di aerei militari, esperta collaudatrice della Luftwaffe, dal Junkers JU 87 Stuka, all’elicottero Focke-Wulf Fw 61, è la prima donna al mondo a pilotare un elicottero. Durante lo sviluppo del V1, bomba volante senza pilota, drone ante litteram, avendo riscontrato un difetto nell’assetto di volo, fa appositamente collocare un posto di pilotaggio, per testarlo di persona, con grave rischio per la vita. Unica donna cui viene conferita la Croce di Ferro di prima classe, da Hitler in persona.

Il 26 aprile 1945 compie un’impresa quasi impossibile. Nella Berlino assediata dall’Armata Rossa, ininterrottamente bersagliata dall’artiglieria sovietica, riesce ad atterrare sull’Unter den Linden, nei pressi della Cancelleria con un Fieseler Fi 156 Cicogna (lo stesso modello con cui Otto Skorzeny aveva liberato Mussolini a Campo Imperatore due anni prima). Sta portando il Generale Ritter von Greim (che viene ferito ad un piede, da un proiettile contraereo) al cospetto del Führer, il quale ne ha richiesto la presenza per nominarlo comandante della Luftwaffe dopo il tradimento di Göring. Due giorni dopo riparte con lo stesso aereo, per ordine di Hitler che ha preferito per sé la morte alla fuga.

Dopo la guerra continua a volare, specializzandosi nel volo a vela (con alianti), inanellando record ed aprendo scuole di volo in varie parti del mondo.

Leni Riefenstahl 1902-2003

Attrice e regista. In un ambiente, quello della cinematografia, quasi esclusivamente maschile, si impone all’attenzione del mondo con due opere in particolare che, trascendendo l’intento propagandistico della produzione, uniscono sperimentazione tecnica ed estetica personale. Il trionfo della volontà (1935, cui Mereghetti, nel Dizionario del cinema assegna tre asterischi), di grandissima forza visiva, enfatizza le maestose coreografie dell’architetto Albert Speer per il congresso del 1933 in cui il Partito Nazista celebra la propria vittoria, con la conquista della Cancelleria. Le imponenti scene di massa hanno fatto scuola per tutta la cinematografia successiva.

Il successivo Olympia (1938) esalta l’estetica classicheggiante del corpo umano, nel narrare le olimpiadi di Berlino del 1936. La differenza tra gli anni dei rispettivi eventi e quelli di uscita dei film è dovuta all’immenso lavoro di montaggio, ad indicare il meticoloso perfezionismo della regista. Lo spiegamento di mezzi, l’innovazione tecnica e la grandiosità dell’opera non sfuggono ai contemporanei registi americani, i quali capiscono che la Germania è diventata una potenza e che la guerra che dovranno documentare non sarà facile (Five come back 2014).

Dopo la guerra, pur non essendo coinvolta in crimini, ha difficoltà a lavorare, ma con una forza d’animo straordinaria riesce tronare alla ribalta come documentarista in Africa, avendo anche preso, settantenne, il brevetto da subacqueo. Si spegne all’età di 101 anni, dopo essere stata la regista più potente del cinema tedesco. Vale la pena di chiedersi quante donne lavorassero ad Hollywood, come registe, negli anni ’30.

Forse il III Reich era di fatto meno sessista di quanto non pretendesse di definirsi.

Margaret Thatcher 1925-2013

Politica conservatrice, prima donna a diventare Primo Ministro in Gran Bretagna, e primo premier ad avere tre mandati consecutivi (1979-1990).

Laureata in chimica ad Oxford, affianca al lavoro in azienda l’attività politica, quindi, si laurea in giurisprudenza per dedicarvisi in toto. Più volte parlamentare e ministro, imposta il suo premierato sull’economia liberista; sin dai primi anni non mancano i problemi. Nel 1982 la giunta militare argentina occupa le Isole Falkland, né strategiche né economicamente rilevanti: è una questione di prestigio. Margaret Thatcher segue la linea della fermezza ed in poche settimane, con aspri combattimenti le riporta sotto il controllo inglese. Anche nel 1984, in occasione dello sciopero ad oltranza dei minatori che si opponevano alla chiusura di numerosi siti, tenne una linea fermissima finché dopo un anno, il sindacato è costretto a cedere senza condizioni. A questo proposito: «Abbiamo dovuto combattere il nemico fuori dalle Falkland. Ma dobbiamo essere sempre vigili sul nemico all’interno che è molto più difficile da combattere e molto più pericoloso per la libertà».

Si dimette alla fine di un ciclo politico, per essere nominata baronessa ed ammessa alla Camera dei Lord.

Muore all’età di 87 anni, lasciando in eredità alle nuove generazioni, oltre al suo esempio, queste parole: «Dovete rimanere focalizzati sull’obiettivo. Siate autodisciplinati. Abbiate una volontà disperata di riuscire. Non conosco nessuno che sia giunto alla vetta senza duro lavoro. La ricetta è questa. Non vi farà arrivare sempre proprio alla vetta, ma vi ci porterà vicino».

Con l’augurio che questi esempi siano di sprone alle giovani ragazze, ad essere determinate ed a farsi strada nella vita, cose per cui non è necessario passare da Onlyfans.