Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

8 marzo, quanta strada ancora da fare!, di Bianca Gaviglio

I dibattiti

E’ evidente che c’è ancora molta strada da fare se si sta insinuando un’idea a dir poco raccapricciante. Ci si vuol far credere normale che una donna affitti il proprio utero e porti avanti una gravidanza e un parto per conto di altri: di donne che non possono o non vogliono accollarsi la fatica, meravigliosa fatica quando segue il proprio naturale percorso; di maschi, che per quanti sforzi facciano, non sono proprio in grado di generare figli senza il concorso di un corpo femminile.

Che cosa vogliamo che sia l’8 marzo? La celebrazione gioiosa di traguardi raggiunti oppure l’occasione per intraprendere nuove battaglie?  Negli ultimi anni, la festa della donna è stata vissuta come una giornata che, ricordando tempi bui in cui le donne erano veramente sottomesse e prive di fondamentali diritti, celebra conquiste sacrosante che sarebbe bene vedere nel loro autentico significato, non come spesso accade attraverso caricature che ne snaturano il valore. Bello celebrare l’8 marzo con femminile allegria, bruttissimo distorcerlo nell’imitazione di comportamenti ostentatamente maschili, a voler eliminare ineliminabili differenze.

Classe 1946, per ragioni anagrafiche è ovvio presumere che io abbia partecipato, o magari scelto di non partecipare, alle vicende sessantottine dei movimenti femministi. Ma altre ragioni, economiche familiari culturali, hanno fatto sì che tutto quanto mi passasse accanto quasi senza che me ne accorgessi. Paradossale perché proprio le disuguaglianze, soprattutto quelle che mi derivavano dall’essere femmina, mi costringevano a ritmi di vita e lavoro che mi impedivano di vedere cosa capitava nel mondo. Nel mio mondo si dava per scontato che per una ragazza non avesse alcun senso studiare: doveva guadagnarsi il pane che mangiava in famiglia, nella speranza di entrare al più presto in una nuova famiglia con il matrimonio. Così era, quasi per tutte. La scuola una possibilità per poche fortunate. A me è stato concesso, dopo lunghe discussioni per una richiesta considerata a dir poco stravagante, uno strano capriccio, di studiare di sera. Quando qualcosa arrivava alle mie orecchie pensavo che sì, avevano proprio ragione, dovremmo anche noi poter fare le cose che fanno i maschi. La disuguaglianza era veramente vistosa. Lasciavo che fossero altre ad agire anche per me.

Lo sguardo, grato per alcune fondamentali conquiste, si fa in seguito più attento e comincia a vedere anche le crepe. Comincia a comprendere che le conquiste fondamentali non riguardano affatto una presunta totale uguaglianza tra uomo e donna, che grazie al cielo sono profondamente diversi. E che i diritti, mai disgiunti dai diritti dell’altro, comportano quindi anche sempre dei doveri. L’idea di diritti assoluti è fonte  per forza di cose della strumentalizzazione di altri, cosa inaccettabile, come ben evidenzia la morale kantiana, che rimane tuttavia ancorata ad una visione asettica, fredda, astratta, incapace di relazionarsi con la vita che non è mai razionalmente classificabile. E’ legata al razionale principio di identità che Florenskij definisce “spirito di morte, di vuoto, di annientamento … mentre la vita scorre, non è mai identica a se stessa e proprio per questo non è contenibile nel raziocinio”. L’impressione che si ricava è che si stia parlando di individui irrelati, quali nella realtà è impossibile trovare. Nella vita troviamo persone che sempre si confrontano con un Tu ed ogni situazione è caso a sé, mai generalizzabile, mai riducibile a formule. Ogni uomo è persona, unica irripetibile, e sempre in relazione con altri. Ogni persona è responsabile per sé e per gli altri. Nel nostro ‘progredito’ mondo si sta facendo avanti la stravagante mortifera idea che l’individuo possa decidere autonomamente su tutto, vita e morte, la  propria, ma anche di coloro che ancora non sono in grado di avanzare ragioni o di vantare diritti perché soggetti deboli. Individui che in realtà, ignorando il tu dell’altro, rinunciano ad essere persone, che sanno di essere in relazione con altre persone. Scrive Mounier: « Ogni persona ha un significato tale da non poter essere sostituita nel posto che essa occupa nell’universo delle persone. Tale è la maestosa grandezza della persona che le conferisce la dignità di un universo; e tuttavia la sua piccolezza, in quanto ogni persona è equivalente in questa dignità, e le persone sono più numerose delle stelle » Uguale dignità e immensa dignità per ciascuna persona.

Le  leggi che regolarizzano divorzio e aborto, nate dalla necessità di affrontare drammi immensi che vedono quasi sempre la donna come soggetto debole, vengono vissute come conquiste epocali nel nome del progresso.  Guardando più da vicino, con occhi disincantati e soprattutto valutando nel tempo le conseguenze, vediamo una realtà costellata di drammi di segno diverso, in cui sono comunque sempre i deboli a soccombere.  Il divorzio, non più rimedio a situazioni dolorose, diversamente irrisolvibili, ma fonte di una fluida concezione del matrimonio, che sta, sempre più e per sempre più persone, assumendo il carattere di un impegno a tempo. L’amore, una visione piccina dell’amore, giustifica tutto: ci si prende, ci si lascia e se ci sono figli pazienza. Se la caveranno. L’aborto da soluzione estrema per situazioni estreme diventa diritto ormai incondizionato. Il corpo è mio, ne faccio quello che voglio. Il corpo dell’altro, il dolore dell’altro, semplicemente non esiste.

Anche l’utero in affitto segue questa logica. Se la donna è padrona del suo corpo può benissimo farne un’incubatrice. Peccato che si tratti di donne che si prestano a questa barbarie per fame, una nuova forma di schiavitù che in nome del “progresso” viene giustificata. Nei paesi “progrediti” (il Canada è in avanguardia su questo fronte) la legge consente che gli uteri vengano prestati “a titolo gratuito”, da donne che si mettono per altruistico amore a disposizione di coppie che non possono generare. Ma è credibile? Nessuna madre, ma anche nessuna persona di buon senso, può ritenerlo possibile. Ma poi, quale altruistico amore può dimenticarsi del bimbo sottratto violentemente al rapporto che è base e fondamento irrinunciabile di ogni vita nascente? Gli si impone una ferita che non potrà essere senza immense sofferenze e per tutta la vita. Solo un individuo che si pretende irrelato, può ingenuamente, ma sarebbe più corretto dire colpevolmente, pensare che non ci saranno conseguenze.

Se la pratica (io preferisco dire barbarie) esiste, tanto vale normarla, come appunto fanno i paesi progrediti. Questo si dice. Ma normare equivale a legalizzare. A fatica e con sofferenza non si può fare a meno di pensare che in molti paesi esiste la pena di morte: possiamo dire che è una “norma” che non ci piace e preferiremmo non esistesse? Qualcuno oserebbe forse dire: esistono gli omicidi, oppure la schiavitù, oppure qualche altro obbrobrio, quindi “normiamoli”? Donne, svegliamoci. Chiamiamo le cose con il loro nome. L’utero in affitto è barbarie. Opponiamoci con tutte le nostre forze, diamo un significato forte all’8 marzo.

3 Marzo 2023/da user-pannunzio
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2023/03/download-2.jpg 183 275 user-pannunzio http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png user-pannunzio2023-03-03 13:16:312023-03-11 09:39:038 marzo, quanta strada ancora da fare!, di Bianca Gaviglio

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

479264

Articoli recenti

  • Perdersi negli altri e nelle cose. Le lettere di Benedetto Croce, di Alessio Magaddino
  • Il mercato, da sempre crocevia di commerci
  • La pace, la democrazia, la Patria, di Pier Franco Quaglieni

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: Un guscio di numeri: la crittografia, di Giorgio Bagnasco Collegamento a: Un guscio di numeri: la crittografia, di Giorgio Bagnasco Un guscio di numeri: la crittografia, di Giorgio Bagnasco Collegamento a: Parole e pregiudizi di Maria Dell’Anno, di Giuseppe Piccardo Collegamento a: Parole e pregiudizi di Maria Dell’Anno, di Giuseppe Piccardo Parole e pregiudizi di Maria Dell’Anno, di Giuseppe Piccardo
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}