Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

Achille Funi a Ferrara, di Mara Martellotta

Le 9 Muse

Una vasta mostra retrospettiva a Ferrara, a palazzo dei Diamanti, riflette su Achille Funi, l’artista che Boccioni definì ‘tra tutti, il pittore più solido’.

Ferrara tributa a Palazzo dei Diamanti, aperta fino al 25 febbraio 2024, una mostra a Achille Funi, l’artista umanista moderno, con l’esposizione di ben 120 suoi capolavori.

Per Achille Funi la pittura era un fatto magico e la sua storia risulta sicuramente complessa, soprattutto nel secondo decennio del Novecento, a  partire dell’adesione al Futurismo, dal dialogo con Cézanne e gli Impressionisti e poi, negli anni Venti, quando nacque il Movimento Novecento, a partire dal rapporto con Picasso, Braque e Derain.

Una delle migliori definizioni dell’arte di Virgilio Socrate Achille Funi, nato a Ferrara nel 1890 e spentosi a Appiano Gentile nel 1972, è quella data da Umberto Boccioni nel 1916 quando lo definì “il pittore più solido, più sincero, l’unico preoccupato di dare, attraverso pure forme e colori, una emozione plastica”, sicuramente uno degli artisti più interessanti del Novecento italiano.

Intorno al 1917 il percorso di Funi cambia, probabilmente influenzato dalla ricerca di Giorgio De Chirico, mentre appare un linguaggio diverso,  una costruzione più solida delle forme, che quasi risultano bloccate nella loro fissità.  Lo dimostrano opere come il ‘Ritratto di Margherita Sarfatti’ del 1917 e ‘Margherita Sarfatti con la figlia Fiammetta’ del 1919/20, o opere come ‘Eva’, ‘Ragazza dormiente’ in cui è presente un dialogo preciso con Picasso e Derain, con il cubismo sintetico, senza per questo dimenticare Cézanne.

La mostra ferrarese ne ripercorre tutte le tappe in un viaggio affascinante attraverso i decenni controversi della storia italiana.

Appena diplomato a Brera, come altri suoi colleghi, Achille Funi avvertì l’esigenza di superare i limiti dell’accademismo e per questo guardò con interesse a Cézanne, il padre di tutte le avanguardie del Novecento e di lì  sviluppò una sorta di “cubismo futurista”, in cui i contrasti  volumetrici costituivano il nerbo della scena, che veniva declinata sulla base dei cromatismi di August Macke e della pittura orfica di Robert Delaunay. Al Futurismo Funi preferì Cézanne e le avanguardie francesi, si lasciò suggestionare da quel dinamismo delle emozioni plastiche introdotto da Boccioni.

Funi visse la parentesi della grande guerra, cui partecipò come volontario nel Battaglione Ciclisti Automobilisti fino al dicembre 1915 e quindi come Tenente dei Bersaglieri. Questa esperienza gli diede la possibilità di cimentarsi con acquerello e disegno, per produrre bozzetti di vita militare, dall’espressivo tratto cézanniano. Gli anni Venti  furono un decennio che Funi inaugurò sotto l’egida del realismo magico, contraddistinto dal richiamo al Quattrocento ferrarese di Tura e di Cossa, dal geometrismo,  dai colori smaltati e figure femminili sospese tra cielo e terra. La sua si può definire una pittura intrisa di sensualità,  malinconia, erotismo, che racconta la complessità dell’uomo, attraverso quel realismo che Robert Capa definì “leggermente fuori fuoco”. Il primo Rinascimento quattrocentesco si fonde con l’austerità  della scultura romana,  accostati al Picasso ‘classicista’ e a Derain e al suo sintetismo.

Profondamente affascinato dai miti classici, Funi li rilesse in chiave metafisica e, attraverso la figura umana, riuscì a celebrare  l’’eternità della vita nell’arte’, attingendo ai valori della tradizione classica, come il linguaggio più attuale  di Cézanne, Picasso, De Chirico e Derain.

Gli anni Quaranta videro l’artista ripiegato dal veder svanire quelle speranze che il fascismo aveva suscitate, come dimostra la tela dal titolo “Ferrara ferita”, dove Achille Funi pianse i tanti soldati ferraresi caduti sui vari fronti europei e africani.

Il rapporto di Funi con la sua città natale risulta sublimato in un ciclo di affreschi realizzato tra il 1934 e il 1937 su commissione dell’amministrazione comunale ferrarese,  per la sala dell’Arengo del palazzo Municipale. In mostra sono visibili diversi bozzetti preparatori che ripercorrono la storia della città  secondo i miti e le leggende dell’Ariosto e del Tasso. Ne emerge una Ferrara eroica e passionale, in linea con l’immagine che dell’Italia voleva Mussolini. Guerrieri e dei, angeli e santi sono immortalati secondo i canoni della statuaria greco romana, con quella virilità  che Funi tempra di uno spirito delicato e poetico venato di elegia.

La mostra dedicata ad Achille Funi è  promossa dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara, curata da Nicoletta Colombo, Serena Redaelli e Chiara Vorrasi.

Il percorso prende avvio dalle prime prove accademiche del giovane Funi che lasceranno presto spazio a una fase futurista scaturita dalla frequentazione di Boccioni, Carlo Carrà, Russolo e Bonzagni, testimoniata da opere come “Uomo che scende dal tram” e “Il motociclista”.

Il visitatore viene poi accompagnato  attraverso le tappe del ritorno all’ordine che si sviluppa nell’Europa del Dopoguerra e di cui Funi si fa interprete, dalle opere di transizione,  nel segno di Cézanne e della metafisica, come “Genealogia” del 1918/19, per giungere ai capolavori del realismo magico, quali “Maternità”” La terra” e anche ‘L’acqua’, esposta in questa occasione dopo oltre un secolo, fino alle pietre miliari di Novecento, il movimento guidato da Margherita Sarfatti. Si ricordano l’Autoritratto  del Museo della Svizzera Italiana di Lugano, la picassiana Saffo, l’androgena Venere conservata al Museo Cantonale di Losanna.

Il percorso prosegue con le opere degli anni Trenta e Quaranta, dove l’artista affronta con uno stile del tutto personale i generi della storia dell’arte, dal ritratto alla pittura storico mitologica, testimoniata da Publio Orazio che uccide la sorella, dalla natura morta al paesaggio.

L’esposizione si conclude con la stagione della pittura murale. Funi, insieme a Sironi, dà nuovo slancio alla tradizione italiana dell’affresco e del mosaico impegnandosi nella decorazione di nuovi edifici pubblici sorti  nell’ambito dell’attività urbanistica e edilizia promossa dal regime.

La rassegna è  anche l’occasione per riscoprire il mito di Ferrara, imponente impresa decorativa che Funi realizza per la Sala dell’Arengo della Residenza Municipale della città estense.

Il ciclo rappresenta la summa dei numerosi progetti murali che egli affrescò negli anni Trenta e Quaranta  a Milano, Trieste, Roma e Tripoli, di cui in mostra è presente una superba selezione di cartoni preparatori.

Palazzo dei Diamanti corso Ercole I d’Este 21 Ferrara

Apertura dalle 9.30 alle 19.30

14 Novembre 2023/da user-pannunzio
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2023/11/Achille2B2529_achillefuni.jpg 813 751 user-pannunzio http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png user-pannunzio2023-11-14 08:30:532023-11-14 08:30:54Achille Funi a Ferrara, di Mara Martellotta

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

479129

Articoli recenti

  • Perdersi negli altri e nelle cose. Le lettere di Benedetto Croce, di Alessio Magaddino
  • Il mercato, da sempre crocevia di commerci
  • La pace, la democrazia, la Patria, di Pier Franco Quaglieni

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: Scrittori e musica, di Loris Maria Marchetti Collegamento a: Scrittori e musica, di Loris Maria Marchetti Scrittori e musica, di Loris Maria Marchetti Collegamento a: Concorso Mario Soldati 2023 Collegamento a: Concorso Mario Soldati 2023 Concorso Mario Soldati 2023
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}