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La Repubblica di Genova è stata, nella storia, più famosa per le sue accorte imprese commerciali che non per quelle militari. Non mancarono tuttavia, nel corso della sua lunga vita, alcune (non certo moltissime) figure di condottieri. Indubbiamente i più famosi tra essi furono Andrea Doria e Ambrogio Spinola. Alla vita di quest’ultimo è dedicata una biografia, pubblicata in italiano di recente, dovuta alla penna di Carmen Munoz Roca-Tallada, Ambrogio Spinola il vincitore dell’assedio di Breda (pp. 92, edizioni Italia Storica, www.italiastorica.com). L’edizione italiana è integrata da approfondimenti storici e militari di Gabriele Campagnano, Vittorio Mariani e Varo Varanini, oltre che da una serie di numerose interessantissime e bellissime tavole fuori testo, tra cui la riproduzione del quadro del Velàzquez, conservato al Museo del Prado, La resa di Breda, ove Ambrogio Spinola è ritratto in primo piano. Qualche reminiscenza scolastica ci porta a I Promessi Sposi, in cui si vede lo Spinola, Governatore di Milano dal 1629 che, tutto preso dalle vicende belliche dell’assedio di Casale, sottovaluta il pericolo della peste, ignorando altresì le richieste economiche delle autorità municipali di Milano per far fronte al contagio. E probabilmente di peste si ammalò durante l’assedio di Casale, morendo a Castelnuovo Scrivia il 25 settembre 1630. Era nato a Genova nel 1569 e, dopo aver ricoperto alcune importanti cariche amministrative nella natia Repubblica, decise, non certo giovanissimo, di dedicarsi alla carriera delle armi al servizio della Spagna. Era nel 1602 e, a proprie spese, raccolse un esercito per combattere nelle Fiandre (si trattava della cosiddetta guerra degli ottant’anni, che durò dal 1568 al 1648, nata dalla ribellione delle Province Unite; da esse sorse l’Olanda come piccola potenza europea, poi grande potenza coloniale con tutte le conseguenze sulla futura storia mondiale). Nel 1604 Ambrogio Spinola prese Ostenda e per questa impresa si ebbe la prestigiosa onorificenza di Cavaliere del Toson d’Oro. Comandante di tutte le forze spagnole nelle Fiandre, il suo capolavoro militare fu, comunque, la presa di Breda, che cadde nel 1625 dopo quasi un anno di assedio. In questo periodo gli riuscì di sconfiggere le numerose truppe che, comandate da Maurizio di Nassau, erano corse in aiuto della città assediata. Divenne molto famoso come condottiero nell’Europa della sua epoca e così ha scritto di lui lo storico spagnolo José Luis Colomer: “…dei suoi numerosi successi parlano ampiamente le cronache dell’epoca e i repertori di uomini illustri …ma forse più della parola scritta sono le immagini a darci un’idea più appropriata della ripercussione che ebbero a quel tempo le campagne di Ambrogio Spinola e della statura mitica che egli raggiunse ancora in vita. Infatti non solo la propaganda politica diffuse numerose incisioni che pubblicizzavano le sue vittorie ma la sua propria effigie e i momenti più significativi della sua vita furono immortalati dai migliori artisti del tempo. E’ insolito che in un’epoca di mecenati e grandi collezionisti un personaggio che non era un monarca e di cui non si riconosce una grande passione per la pittura, fosse ritratto dal Rubens, Van Dyck e Velazquez…”. E’ un vero peccato che la storiografia italiana, a differenza di quella spagnola, poco si sia dedicata ad approfondire questa figura di condottiero. Forse ciò deriva dal fatto che, dal punto di vista militare, egli servì una potenza straniera, che in Italia aveva molti interessi. L’unico sovrano italiano che “mostrò i denti”, peraltro con scarsa coerenza, sia a Francia che a Spagna, fu Carlo Emanuele I di Savoia che, quando si dice le stranezze della politica estera dell’epoca, riuscì ad essere, in breve tempo,  sia alleato sia nemico di Ambrogio Spinola… E’ sperabile che la traduzione italiana di quest’ avvincente biografia possa indurre qualche nostro studioso di storia militare ad ulteriori ricerche su Ambrogio Spinola.

ACHILLE RAGAZZONI