Cosa sta succedendo nel mondo? di Leonardo Papa
Avrei voluto proseguire nei miei scritti seguendo l’ordine anticipato nel mio precedente articolo, ovvero provando a cimentarmi in un approfondimento circa i rapporti tra islam e Costituzione italiana, tuttavia, quanto accaduto in questi giorni, ha giustamente rivendicato la precedenza. Mi riferisco alla cattura del dittatore venezuelano Maduro da parte degli Stati Uniti, ed a quella che sta diventando una vera e propria rivolta capace di poter rovesciare il regime degli ayatollah in Iran. Con una occhiata curiosa sulle reazioni dei politici nostrani.
Andiamo con ordine. Trump ha di fatto arrestato Il narcotrafficante Maduro, fatto di per sè encomiabile, ma sta di fatto che Maduro è anche un capo di stato. Poteva legittimamente farlo? Non siamo di fronte ad una invasione del Venezuela, tantomeno ad un atto di guerra vero e proprio. Si è trattato di un blitz di poco più di due ore, senza morti, un bombardamento mirato sugli apparati tecnici di difesa, una irruzione della Delta Force nella fortezza di Maduro, che veniva prelevato e portato negli Stati Uniti nella stessa notte. Se fosse stato un fatto interno, sarebbe stata la classica operazione antidroga. Tuttavia, alcune irregolarità, chiamiamole così, a livello internazionale sono state fatte. È stato violato lo spazio aereo e navale di un paese, e sono entrate nello stesso forze armate di altra nazione. E non si potrebbe fare. Tuttavia, se vuoi rovesciare un dittatore, o finanzi ed armi la popolazione affinchè provveda a farlo dall’interno, o fai così. Entri e lo porti via. Ma chi è Maduro e perchè rappresentava un pericolo per gli Stati Uniti? Successore del golpista Chavez (poi però eletto regolarmente), Maduro non ha avuto la stessa fortuna del predecessore quanto alla valorizzazione delle risorse petrolifere, vista la crisi del petrolio a cavallo degli anni 2010 -2015. Si è quindi dedicato ad arricchirsi personalmente con il narcotraffico, divenendone elemento di spicco. Per poter far ciò ha completamente tralasciato i propri doveri di capo del governo (oltretutto mai regolarmente eletto, avendo clamorosamente imbrogliato nelle elezioni alle quali si è presentato, elezioni da lui perse nella realtà dei fatti), portando il paese alla fame, incarcerando i propri avversari politici, violando più volte palesemente i diritti umani. Il vero dittatore sanguinario del Sudamerica. Quindi, che un personaggio del genere sia finito in galera non può che rallegrarci. E se è vero che sono state commesse infrazioni del diritto internazionale, ben venga il detto “il fine giustifica i mezzi”. Vogliamo però ora soffermarci su quelle che penso che siano le reali ragioni che hanno spinto il Presidente Americano Trump a compiere questo blitz. Credo che la liberazione del popolo venezuelano sia di fatto un felice effetto collaterale dell’operazione militare. Di fatto Trump ha presentato tale operazione come parte della lotta al narcotraffico, che tante morti causa proprio negli Stati Uniti. Credo sia ragione encomiabile ed anche veritiera, ma non certamente l’unica. Infatti, affidando alle compagnie americane (che sarà il prossimo passo già annunciato) l’estrazione e la commercializzazione del petrolio, con mezzi assai più moderni di quelle obsolete venezuelane (la PDVSA, la società statale venezuelana è da anni al collasso) si potrà tornare a valorizzare nel modo corretto le grandi risorse del sottosuolo venezuelano. Trump sostiene che la gran parte delle risorse derivanti da questa attività rimarranno in Venezuela e per i venezuelani. Staremo a vedere.
Quella che però ritengo sia la più grande ragione del rovesciamento di Maduro, è il fatto che il petrolio venezuelano rappresenti quasi l’80% del petrolio acquistato all’estero dalla Cina. Questo ha un grande valore in termini di equilibrio economico. Infatti, l’economia dell’elettrico è gestita quasi totalmente dalla Cina stessa, produttore principe se non egemone di circuiti stampati e batterie elettriche. Ora i cinesi dovranno trattare con gli Stati Uniti le forniture di petrolio, dovendo scendere dal piedistallo nel momento in cui discuteranno delle esportazioni di componentistica. O almeno è quello che nella sua modestia pensa il sottoscritto.
Ahimè, veniamo ora alla imbecillità ideologica nostrana. In Venezuela si festeggia per le strade l’arresto di Maduro e la caduta del suo regime. In Italia molti venezuelani emigrati nel nostro paese festeggiano in piazza, al grido di libertà. Tuttavia, c’è chi come buona parte della nostra oramai devastata sinistra, inneggia a Maduro libero davanti alle ambasciate americane. Il partito che si è sempre definito Partito del popolo inneggia – per vergognosa ideologia – al dittatore criminale comunista che ha affamato, incarcerato, torturato il suo popolo.
Vi invito a guardare su youtube un video intitolato: “Roma, venezuelani cacciati malamente da un presidio della Cgil”, nel quale si può ammirare un imbecille invasato con bandiera venezuelana al collo che minaccia ed insulta due venezuelani felici dell’avvenuta liberazione, esclamando che ora quella bandiera è la bandiera dell’umanità. No, quella e la bandiera dei venezuelani liberi da una dittatura feroce, e non quella di chi senza ragione che non sia stupidità ideologica, da comodo, stupido ed ipocrita pantofolaio italiano, inneggia ad una dittatura straniera. Sdoganata solo perchè comunista. Brava cgil. Non ne fai più una giusta. D’altronde vi ricordate i grandi messaggi di elogio da parte della comunicazione di sinistra quando venne assegnato il premio Nobel per la pace alla Machado, eroica oppositrice del regime, e poi immediatamente cancellati, una vota ricordato che il regime era comunista e l’eroina la sua principale antagonista? Mi vergogno profondamente per la mancanza di obiettività e l’ipocrisia di costoro.
Vorrei chiudere l’argomento con una chiosa “fantapolitica”, visto che noi comuni mortali siamo e saremo sempre all’oscuro di quello che accade veramente nelle varie stanze dei bottoni.
Immaginate che sia tutta una farsa, ovvero che Maduro volesse solo evitare di finire come finiscono appesi tanti dittatori a fine carriera, ed avesse invitato i “liberatori”, oramai pieno di soldi fino al cielo, onestamente guadagnati col narcotraffico, a portarlo fuori dal paese, lasciando che fossero altri a grattarsi i problemi del Venezuela ed a gestirsi la ricostruzione petrolifera…peraltro cosa a loro gradita. D’altronde viene da chiedersi come sia stato fatto un blitz di due ore, senza che sia stato ucciso nessun difensore della fortezza di Maduro, e perchè sia stata prelevata anche la moglie di costui…
E se anzichè finire magari a Guantanamo finissero tutti e due a godersi i soldi sotto mentite spoglie in qualche isola caraibica? Sarebbe proprio una presa per il c.., pardon, in giro…
Questo, naturalmente è uno scherzo, vedremo allora come andrà il processo negli Stati Uniti.
Ho sforato, il pezzo è troppo lungo e quindi della rivolta iraniana disserteremo nei prossimi giorni.
Buon inizio anno a tutti.
Anche alla CGIL, che sia di augurio affinché torni a tutelare i diritti dei lavoratori nelle sedi opportune e smetta di fare ulteriori figure “coprofile” in giro per l’Italia.



