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Quest’anno  ricorre il 150° anniversario di nascita di Salvemini. Fu uno dei più inflessibili difensori delle Istituzioni democratiche. Prima di intraprendere la carriera universitaria fu insegnante al Liceo Classico di Faenza. I suoi interessi di storico si rivolsero alla Rivoluzione Francese e al Risorgimento. Fu socialista ma approfondì gli studi su Cattaneo e Mazzini. Nelle convulsioni nazionaliste successive al primo conflitto mondiale fu fra i pochi ( con Ferruccio Parri) a sostenere il diritto dei popoli slavi dell’Adriatico di avere un proprio stato. Furono per questo sbeffeggiati dai nazionalisti che storpiarono i loro nomi in Slavemini e Fessuccio Parri). Fu Maestro di Ernesto Rossi,  dei fratelli Carlo e Nello Rosselli e di Camillo Berneri. Non volendo sottomettersi alla dittatura preferì rinunciare alla cattedra alla Università di Firenze e recarsi in esilio, prima in Europa e infine in America. Nel Convegno mondiale degli intellettuali antifascisti tenuto a Parigi nel 1935 fu Salvemini a indicare come regime liberticida anche il comunismo sovietico Durante la seconda guerra mondiale fu lui a fondare la MAZZINI society per coordinare le attività degli antifascisti italiani esuli negli USA. Auspicabile che l’anniversario sia occasione per rileggere le sue pagine