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Se esistesse una scuola di galateo istituzionale molte Pubbliche Amministrazioni non supererebbero l’esame di ammissione. Bocciate, senza pietà. Lo si riscontra  nelle cerimonie  ufficiali, nei piccoli come  nei grandi Comuni, con imbarazzanti cadute di stile e viene messo ancora più in evidenza quando si intitola un toponimo ad un personaggio noto. Negli ultimi tempi la sorte è sembrata accanirsi contro gli assessori preposti e a farne le spese sono naturalmente anche  i sindaci. A Roma, l’inaugurazione del Largo Carlo Azeglio Ciampi è balzata agli onori della cronaca per la statura politica dell’ex presidente della Repubblica ma soprattutto perché la targa  è stata (non) scoperta alla presenza delle massime autorità dello Stato. Dopo l’errore del nome, inizialmente scritto “Azelio”, senza  la “g”, nella correzione sono incappati in un altro svarione, riportando la data di nascita e morte in una  posizione errata rispetto alla prassi: andrebbero sotto il nome, e non sotto la professione. Leggere, in questo caso: Presidente della Repubblica (1920-2016), lasciando intendere un mandato di ben 96 anni, ha lasciato i presenti alquanto perplessi. Il direttore del Pannunzio, Pier Franco Quaglieni, ha sottolineato un’altra dimenticanza nella targa scoperta, ad Asti, sulla casa  natale di Giorgio Faletti. Non entro nel merito dell’iniziativa, mi limito a rilevare che la mancanza delle date di nascita e di morte o, in alternativa, degli anni vissuti in quella dimora, sono omissis imperdonabili. Avendo ricoperto incarichi istituzionali, ed essendomi occupato, per ragioni d’ufficio, di molte  intestazioni, ricordo di aver sempre preteso che le targhe fossero soprattutto comprensibili: nome, cognome, data di nascita e di morte e una brevissima descrizione dell’attività svolta. Per il mio grande concittadino Riccardo Gualino: 1879 – 1964, Imprenditore e filantropo. Vorrei infine ricordare che non è corretto, di solito per risparmiare, abbreviare il nome, limitandosi alla sola lettera  iniziale (G. Carducci, F. Petrarca), dimenticare  le date fondamentali del personaggio e non citare la professione. Se Dante Alighieri lo conoscono tutti, risulta difficile pensare che di altre meno note ma altrettanto degne figure della storia locale, non si conosca,  per esteso, il nome di battesimo.  O le benemerenze che lo hanno reso così meritevole.

Marziano Magliola