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Gli ometti politicamente corretti, scorrettamente omettono. La signorina Malika, cacciata di casa perché vicina a Saffo, suscitò asperrimi commenti verso le famiglie italiane tradizionaliste e saffofobiche. La stessa magistratura accorse lancia in resta contro l’italo oscurantismo e l’ombra terrificante del clerico-fascismo. Ebbene, gli ometti si dimenticarono di aggiungere che Malika è figlia di un islamico e che le sorelle vestono tutte come corano comanda, velate e ben coperte. Il babbo marocchino, dunque, s’è dimostrato poco fondamentalista, visto che invece di picchiarla e gettarla dal quinto piano, come s’usa tra gli islamici più bigotti, si limitò a cacciarla di casa. Infine, trattandosi di famiglia islamica, in nome del multiculturalismo, la povera infedele Malika verrà dimenticata e lasciata al suo destino dai guardiani del politicamente corretto.

1 commento
  1. Anna Antolisei
    Anna Antolisei dice:

    Argomentazioni più che corrette, ma oggi Malika è un’italiana che vive in Italia; oltre che protetta dalle leggi italiane, è tenuta con la sua famiglia a rispettare cultura, tradizioni, costumi italo-occidentali. Nessuna espressione violenta di fondamentalismo islamico è tollerata, dunque picchiarla e gettarla dal quinto piano – madre consenziente se non istigatrice – sarebbe un proposito inaccettabile che non va rifiutato solo dagli “ometti politicamente corretti”: riguarda ogni individuo che appartenga a una società italianamente civile. O no?

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