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Il messaggio di Valter Vecellio in ricordo di Giorgio Forattini al convegno del Centro Pannunzio del 17/12/2025

Ieri

Care amiche e cari amici del benemerito Centro Mario Pannunzio, sono molto dispiaciuto di non essere con voi a ricordare l’amico Giorgio Forattini. Scusatemi se sono presente solo con il pensiero e con questo mio breve messaggio. 

Giorgio, dunque; mi permetto di chiamarlo per nome perché mi ha onorato della sua amicizia e l’ho trovato, generoso e solidale, al mio fianco nel momento del bisogno.

Era persona elegante e raffinata anche quando, a volte, si concedeva battutacce grevi e pesanti. Giorgio era gentile, animato di quelle premure del tempo antico: al tempo stesso era animato da furori acri e dissacranti, un Cecco Angiolieri disposto a dannarsi l’anima pur di “scherzare” anche con i “santi” o presunti tali; che coi fanti sono capaci tutti.

“Dire la verità ridendo: cosa lo vieta?”, si chiedeva Orazio. Interrogativo retorico. Il potente, il prepotente raramente ama che gli si spiattelli la verità; e in particolare se è accompagnata da uno sberleffo, un dileggio. E infatti Enrico Berlinguer non gli perdonò mai la vignetta che lo ritraeva in vestaglia, un’espressione disgustata, mentre una manifestazione gli disturbava la quiete di un thè pomeridiano. Massimo D’Alema per una vignetta gli chiese un risarcimento miliardario. Bettino Craxi non gradiva per nulla d’essere rappresentato con stivaloni e posture alla Mussolini. Solo Giovanni Spadolini e Giulio Andreotti, intelligentemente, facevano buon viso a graffiante gioco, e a volte gli chiedevano gli originali, così  da tamponare lo sberleffo grafico che secondo il francese “Le Monde” valevano più di una decina di pensosi editoriali.    

   Concedetemi un aneddoto. Anni fa usciva un settimanale satirico che ha fatto scuola e epoca: “Il Male”. Veniva sequestrato una settimana sì e l’altra pure, accusato di ogni nefandezza. Un magistrato di Treviso aveva predisposto dei ciclostilati con già prestampato il reato. Ogni mercoledì mattina ne prendeva uno, metteva la data, il numero progressivo del giornale e firmava il sequestro. Peccato che a Treviso “Il Male” arrivava in edicola solo il venerdì mattina, non c’erano le distribuzioni veloci di oggi. Si trattava insomma di sequestri preventivi. 

Per un gesto di liberalità, assieme a Gianfranco Spadaccia, accettai di assumere la direzione responsabile del giornale: in breve fui sommerso da decine e decine di denunce e querele, accusato d’ogni sorta di reato. Tutte archiviate o non luoghi a procedere. Una no. Per coincidenza – mi raccomando, non pensate male – il querelante era un magistrato romano. Quella querela venne presa in considerazione. I colleghi prima di Perugia, poi di Orvieto, pensarono di sanzionarmi in modo esemplare: una condanna a due anni e sei mesi di carcere, senza la condizionale; da scontare, insomma.

Non furono in molti ad essere solidali: Oreste del Buono, Paolo Flores d’Arcais, Indro Montanelli, Giampiero Mughini, Marco Pannella, Giuseppe Rippa, Roberto Roversi, Salvatore Sechi; e lui, Giorgio Forattini. 

Giorgio venne con me a chiedere aiuto alla Federazione Nazionale della Stampa. La segretaria era Miriam Mafai, inviata di “Repubblica”, compagna di Giancarlo Pajetta. Fummo ricevuti, ascoltati; ci disse che non sapeva nulla della cosa, che si sarebbe interessata. Anche dopo aver saputo, non un gesto, non una parola: né da lei, né dalla Federazione della Stampa. Se alla fine le porte del carcere non si spalancate e la Cassazione ha annullato tutto, lo devo anche a lui, alla sua concreta e fattiva solidarietà e degli altri che ho citato.  

Questo è il Forattini che ho conosciuto e frequentato. Una volta gli hanno chiesto se l’umorismo aveva un futuro, una speranza. “Certo”. Poi riferendosi ai giovani “satirici”: “Hanno un guaio: a tavola, al caffè, non riesci mai a cavargli una battuta che ti faccia ridere. Loro stessi non ridono mai. Questi giovani sono serissimi, tristi…”. Giorgio sapeva ridere, di se stesso per primo.

Non per un caso amava in particolare Leonardo Sciascia e Guido Ceronetti; non per un caso è stato omaggiato con il premio intitolato a Pannunzio. Con Amerigo Bartoli e Mino Maccari penso si sarebbe trovato si sarebbe trovato benissimo. Che il suo ricordo sia una benedizione.

19 Dicembre 2025/da Redazione
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https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/incontro-con-forattini-460x353-1.webp 353 628 Redazione http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png Redazione2025-12-19 08:39:032025-12-19 08:39:05Il messaggio di Valter Vecellio in ricordo di Giorgio Forattini al convegno del Centro Pannunzio del 17/12/2025

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