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E’ stata fissata da un legge approvata in Parlamento la data del 9 novembre come giornata  della libertà, volta a ricordare il crollo del Muro di Berlino. Il nuovo ministro dell’istruzione che è un raffinato giurista, ha voluto ricordare la data con una circolare agli studenti. Questa circolare ha sollevato un vespaio di polemiche che sembrano pretestuose. A scandalizzare non dovrebbe essere la circolare ,ma il fatto che nessun ministro abbia mai promosso nelle scuole iniziative per ricordare il 9 novembre. Parimenti nulla viene fatto  nelle scuole per il giorno  del ricordo il 10 febbraio per il dramma delle foibe  che alcuni vorrebbero addirittura cancellare. Le date che la scuola ricorda sono altre e fa benissimo a commemorarle. Ma la caduta del Muro è stata una data importante del secolo scorso che ha inciso profondamente nel nuovo secolo. Poi le ragioni della fine del comunismo reale possono essere molteplici e anche diverse: dall’ implosione del sistema socialista, a Gorbaciov, al Papa polacco, al fatto che la dittatura del proletariato aveva mietuto più teste che spighe e non era più tollerabile. L’importante è che nella scuola si superi il clima plumbeo del conformismo che ha consentito di tacere ai giovani il dramma del comunismo e dei milioni di morti provocati da regimi efferati che ,insieme al nazismo, hanno dilaniato il secolo scorso. Le tragedie del ‘900 sono due non soltanto una, come credono quelli che si sono rivelati incapaci di fare i conti con la storia con quello che Benedetto Croce, oltre settant’anni fa ,definiva il “Dio ateo“. Parliamo certamente  di fascismo e nazismo ,ma non dimentichiamoci  del comunismo che ancora esiste in alcuni paesi come la Cina  e nelle menti esaltate di parte dei nostalgici rossi che ancora sopravvivono  nel nostro paese e nella nostra cultura. Questo è il senso della circolare ministeriale che magari poteva anche essere scritta meglio, ma non appare certo inopportuna, come sostenuto. Ricordo che il ministro Luigi Berlinguer fece una circolare ad hoc per Gramsci, dimenticando ogni altro anniversario. Era lecito che lo facesse anche se era un discorso di parte. Che oggi si inviti a conoscere il giorno della libertà, sconosciuto ai più ,appare del tutto normale e chi si scandalizza è ancora affetto dal morbo della faziosità.