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Mi sono chiesto tante volte se esiste la felicità, ma ho dovuto convenire che esistono solo degli scampoli di felicità nella vita di ognuno, dei momenti, delle situazioni, in ogni caso momentanee, passeggere.

E nella nostra vita collettiva ?

Intendo dire nella nostra vita  di membri di una comunità nazionale che si chiama Italia. Perché, mi dico, potrebbe anche esistere una situazione di felicità nella vita delle nazioni.

Certo dicendo Italia ci si riporta addirittura all’antichità, quanto meno all’epoca romana ma, a questo punto, l’indagine sarebbe troppo onerosa!

Limitiamoci a considerare l’epoca dell’Italia repubblicana, vale a dire dalla fine del secondo conflitto mondiale ad oggi.

Un periodo di circa 75 anni che ha la caratteristica di averci visto , in qualche modo, protagonisti dello stesso.. Certo qualcuno ha vissuto tutti i 75 anni, altri solo in parte, ma tutti possiamo avere la percezione di come la nostra comunità nazionale abbia vissuto questa epoca. E dunque siamo in grado di identificare un’eventuale “epoca felice“.

Se il pensiero corre ai decenni passati , vengo sommerso , purtroppo, in prima battuta, dai tanti eventi negativi, anche tragici, che il nostro Paese ha vissuto. Dall’alluvione del Polesine, alla diga del Vajont, al recente terremoto dell’Aquila e del Centro Italia……quanti disastri naturali abbiamo vissuto…

E poi gli eventi negativi causati dall’uomo: i delitti di mafia, il terrorismo rosso e nero, le bombe di piazza Fontana, dell’Italicus, della stazione di Bologna, purtroppo potrei continuare a lungo.

Ebbene, in mezzo a tutto ciò ci sono stati periodi felici?

Io ritengo di sì, anche se bisogna cercare sempre di storicizzare la situazione , depurandola dei sentimenti e delle  emozioni personali, frutto del vissuto di ciascuno.

Un esempio per tutti : gli anni ‘ 70 sono ormai considerati “gli anni di piombo” per lo spaventoso tributo di sangue e di sofferenze che il terrorismo rosso e nero impose al Paese. Tuttavia per me, giovane in quegli anni, non furono percepiti come “infelici” : la laurea, il lavoro, il matrimonio….tutta una serie di eventi che , in qualche modo , hanno influenzato il mio giudizio sul decennio terribile.

Comunque voglio provare ad identificare 3 periodi “ felici “  della nostra Repubblica , ipotizzando che trovino un giudizio condiviso.

Il PRIMO : appena terminato il secondo conflitto mondiale: anche se nella povertà, gli italiani si ritrovarono con una grande carica di ottimismo, di voglia di fare, con una volontà di sfruttare le opportunità che la rinascita postbellica permetteva.  Era scoppiata la “guerra fredda” , ma l’Italia, saldamente agganciata da De Gasperi e Einaudi al mondo occidentale, iniziava uno sviluppo senza precedenti. Chi in famiglia ha vissuto quei momenti  mi ha trasmesso l’impressione di una spensieratezza ritrovata : balli per le strade , incontri con gli amici …

Il SECONDO : gli anni ‘60 : il miracolo economico avvenuto permetteva un certo benessere alla maggioranza degli italiani : le vacanze in Liguria o sull’Adriatico, l’auto per tutti ,la televisione in tutte le case,la diffusione dell’istruzione. Ho il personale ricordo di un periodo improntato alla positività ……studio e lavoro per tutti.  Purtroppo “l’epoca felice” si chiuse tragicamente il 12 dicembre 1969 con le bombe di piazza Fontana, annuncio di un’altra Italia, assai meno “felice”.

Il TERZO : a metà anni ‘80 : era l’Italia di Craxi, della “Milano da bere” . Nel 1987 il PIL italiano superò quello del Regno Unito e ci classificammo quinti nel mondo (oggi siamo intorno al decimo posto) . Furono certamente anni di successi economici , anche se drogati dall’enorme debito pubblico. Ma indubbiamente nel mondo del lavoro si respirava fiducia; io, lavorando in banca , vedevo aprire nuovi sportelli ovunque e concedere crediti alle aziende con grande facilità……forse anche troppa , come si vide in seguito. In quegli anni , comunque, non ebbi mai una sensazione negativa, anzi direi che respiravo ottimismo. Tutto , sembrava, dovesse migliorare ; i fatturati delle aziende avevano sempre il segno +.

Il mio gioco della memoria e dei ricordi finisce qui.

Mi piacerebbe tuttavia che altri amici del Pannunzio magazine esprimessero le loro idee circa periodi di” felicità “ del nostro splendido e sfortunato Paese…..sempre che   ritengano che  ne siano esistiti.