La pecora nera: quando sentirsi fuori posto non è un problema, di Mary Attento
Questo libro è uno specchio. «Il percorso è costruito in cinque parti che seguono una progressione precisa: prima vedi la posizione che occupi, poi capisci come il sistema te l’ha assegnata e come tu l’hai fatta tua, poi attraversi il momento in cui quella posizione si incrina, e infine arrivi alla scelta, quella vera, non quella che fai per paura o abitudine»: è quanto evidenzia Tatiana Coviello nel suo libro “La Pecora Nera. Sentirsi fuori posto non è un problema. È una posizione”, sottolineando che non si tratta di un manuale scritto per dare risposte tout court, ma per imparare a farsi le domande giuste e per restituire a chi legge la cosa più importante: il margine per scegliere.
«La pecora nera felice non è quella che ha trovato il suo posto: è quella che ha smesso di cercare un posto fisso», ravvisa l’autrice nell’Introduzione al testo, strutturato in quattro sezioni (Il sistema, La difesa, La rottura, La scelta), partendo da una certezza: siamo tutte dentro a un gregge, malgrado qualcuno non se ne sia ancora accorto. La pecora nera però non è quella che sta fuori dal gregge o chi fa rumore, ma chi «a un certo punto, smette di muoversi per inerzia e inizia a chiedersi dove sta andando e perché». Indicativo è il sottotitolo “Identità, ruolo e appartenenza nelle relazioni familiari e professionali”, per rimarcare che l’identità non è un punto di arrivo ma di partenza, che si arricchisce ogni giorno: «l’identità non si trova: si abita. Ogni giorno, in modo sempre leggermente diverso, con una familiarità che cresce lentamente e che non assomiglia alla certezza che cercavi all’inizio, assomiglia piuttosto a qualcosa di più sottile e più solido insieme: sapere dove sei, anche quando il paesaggio intorno cambia […] La ricerca della tua identità non è un ‘posto fisso’». Nell’Epilogo l’autrice avverte che a fine lettura si è portati a rivedere la propria posizione e, siccome “Non sei rotto. Sei smontato”, questo sarà inevitabilmente il titolo della ricostruzione e del prossimo lavoro.
Non va tralasciato che, nel percorso di questo volume, si trova uno spazio di co-intelligenza integrato chiamato “La Voce”, che non è un terapeuta, né un chatbot, né dà risposte preconfezionate. È uno strumento di intelligenza artificiale – attivabile tramite QR code direttamente dal libro – utile a «restituirti le tue parole mentre le stai ancora pensando».



