La prospettiva erronea del generale Vannacci, di Ludovico Fulci
Volendo con tutta evidenza ribadire il suo essere di destra, il generale Roberto Vannacci ha ricordato che Gesù siede alla destra del Padre. Non ha però badato al fatto che, per chi si ponga di fronte al Padre e al Figlio, quest’ultimo si trova alla sinistra di chi guarda. Il fatto potrebbe essere irrilevante, se non fosse che nell’emiciclo di Montecitorio e in quello di Palazzo Madama accade che sia individuato come esponente della sinistra chi siede alla destra di chi si trova al centro e a destra chi dà la sinistra a chi siede nei banchi posti al centro.
Chiarendo che non c’è da parte nostra alcuna intenzione di confondere gli esponenti dell’attuale centro col dantesco Re dell’Universo, al quale timidamente si riferisce Francesca nel celeberrimo canto V dell’Inferno, va detto che, ponendosi alla destra del Padre, il generale occuperebbe il seggio di Matteo Renzi (!), politico che contende (attualmente) a Calenda, il diritto d’essere esponente del centro-sinistra (o memglio del centro-centrosinistra). Il che significa, nell’ottica politica di Roberto Vannacci, il seggio di un moderato, magari ultra moderato (che più moderato non si può) filocomunista!!! Sicché la domanda “chi potrei mai essere io ad andare a sinistra?” che, se ben comprendiamo si finge posta da un ipotetico manzoniano elettore timoroso di Dio, risulta sbagliata alquanto clamorosamente. È infatti quello il luogo deputato per chi si ponga (idealmente) alla destra del Padre.



