Giustizia spazzatura? No, norme sbagliate, di Leonardo Papa
Come facilmente immaginabile, la Cassazione non ha ribaltato la sentenza ed ha confermato la pena detentiva a Mario Roggero, lo sventurato gioielliere che durante una rapina ha ucciso due dei tre malviventi che avevano aggredito lui e la sua famiglia. Lo so, è dura trattenere lo sdegno ed i conati di vomito ma, purtroppo, i Giudici della Suprema Corte hanno correttamente applicato, così come i Magistrati dei gradi precedenti, la legge sulla legittima difesa così com’è oggi.
Cerco di illustrarvi il mio pensiero, senza aver comunque letto le motivazioni.
A parità di “diritto tutelato” nel caso della legittima difesa l’incolumità propria e dei propri familiari, prevale l’interesse alla tutela dei diritti dell’aggredito, rispetto a quelli dell’aggressore, ma… c’è un ma. Oltre alla proporzionalità dell’atto difensivo rispetto alla minaccia avuta, si deve ahimè rispettare anche il principio dell’attualità della situazione di pericolo. Ed è proprio il mancato rispetto di questo principio che ha probabilmente causato la condanna del povero Roggero. E giuridicamente, i magistrati non credo abbiano giudicato scorrettamente la vicenda.
È la norma che è sbagliata e deve cambiare. Non diventare come quella americana, ove di fatto l’aggressore perde ogni diritto, perchè gli eccessi alla lunga non pagano. Però è sul principio di attualità del pericolo che si dovrà OBBLIGATORIAMENTE LAVORARE. Parlamento, se ci sei, batti un colpo. In effetti, la norma così come è ora non tiene minimamente conto della situazione di grave stress, di incremento dell’adrenalina, dell’incapacità intellettiva di chi si è visto puntare contro un’arma, o peggio l’ha vista puntare ai suoi cari, a prendere una lucida decisione. Questo terribile mix emozionale, impedisce una corretta capacità di ragionamento, secondo me spesso sfociando in una limitata capacità di intendere e volere. Bisognerebbe, a mio modesto parere, estendere l’attualità degli atti difensivi, rendendoli legittimi anche nei momenti immediatamente successivi l’aggressione subita, proprio perchè la lucidità in quei momenti sarebbe una virtù sovrumana. Se non proprio una esimente, almeno bisognerà prevedere una fortissima attenuante.
Quello che trovo ributtante è invece la legittimazione ai parenti dei delinquenti a chiedere un risarcimento economico all’aggredito. A meno che non si tratti di una vera, lucida e successiva esecuzione, questa richiesta dovrebbe essere proibita. Nella fattispecie inoltre, mi pare di aver letto che il terzo malvivente superstite abbia richiesto un risarcimento di 225.000, per lo stress subito. Ed allora lo stress dell’aggredito? Non deve essere valutato? Questa è una aberrazione del diritto che va eliminata. Così come non serve eliminare in quanto già nulla la dignità di chi l’ha avanzata e del professionista che ne ha fatto da tramite.
Povero Roggero, che Dio ti conceda la forza di resistere. E di sperare in una modifica legislativa che permetta la riapertura del processo.



