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E’ mancato all’età di 80 anni il prof. Arnaldo Di Benedetto, italianista di rango internazionale che ha insegnato oltre che a Torino, in tante Università straniere. Il campo dei suoi studi era ampio: passava dagli amatissimi Tasso e Alfieri a Manzoni  a tanti autori contemporanei. Lascia un immenso lavoro. Lo conobbi quando Mario Fubini che era stato suo professore, era tornato a vivere a Torino dopo gli anni alla Normale di Pisa . Anche Ettore Bonora fu un altro comune amici. Ci fu un lungo periodo in cui Arnaldo frequentò il Centro “Pannunzio“, ricoprendo incarichi, scrivendo articoli e saggi per la rivista del Centro, partecipando a parecchi viaggi con la sua famiglia . Durante quei viaggi si rafforzò il nostro rapporto di reciproca simpatia. L’ultima volta che venne fu nel 2016 a seguire (un atto raro di umiltà in un Maestro di rango)  il grande convegno crociano tenuto al Consiglio Regionale del Piemonte per iniziativa del Centro Pannunzio dove tra i relatori c’era anche Luca Badini Confalonieri. Torino non ha mai considerato come avrebbe meritato uno studioso della sua statura intellettuale molto  apprezzato in Italia e all’estero. Un vecchio vizio del provincialismo subalpino  ,anche se  forse c’entra molto il fatto che Arnaldo avesse sempre rifiutato militanze di partito che hanno invece  fatto la fortuna di tanti mediocri studiosi. Com lui scompare un insigne studioso ma anche un uomo piacevole con cui era bello andare a cena e conversare non solo di letteratura .Questa è stata la sua ricca humanitas che resterà nel ricordo di tutti quelli che lo hanno frequentato e gli hanno voluto bene.

Il Centro “ Pannunzio“ sente l’orgoglio di averlo avuto fra i suoi soci più autorevoli.