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L’uscita estemporanea di Mario Monti senatore a vita ed ex disastroso presidente del Consiglio circa il fatto che “siamo in guerra“ e che “bisogna trovare modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione “non ha di fatto suscitato grandi reazioni. La frase scandalosa che dimostra un‘ignoranza giuridica totale di Monti circa la proclamazione  dello stato di guerra, avrebbe dovuto generare un ampio dibattito. Se una affermazione del genere l’avessero fatta Renzi o Berlusconi, ci sarebbe stato un immediato corteo dell’Anpi a sostegno della democrazia e della libertà minacciate da un fascista. Sarebbe interessante sapere da Monti cosa intenda per modalità “meno democratiche “(Esiste una Costituzione e va rispettata sempre  ovunque) e soprattutto che significato abbia il verbo somministrare l’informazione. I diritti non si somministrano come piatti di minestre ai poveri perché è la Costituzione a riconoscerli e si può incappare anche nel reato di alto tradimento. Chi scrive evita da circa due anni tutte le trasmissioni in cui opinionisti e scienziati di tutti i tipi si esibiscono, creando allarme e confusione. Questa gente che disprezzo mi dà fastidio ma non mi sognerei mai di sostenere la necessità di tacitarli. I metodi fascisti o comunisti (pensiamo alla Cina) vanno sempre rifiutati. Il senatore Monti farebbe bene a misurare le parole, o meglio, a dedicarsi alla meritata pensione e ai nipoti, dimettendosi da senatore a vita. Certe frasi esprimono il fondo profondamente illiberale e antidemocratico che già aveva rivelato come presidente del Consiglio. Combattere il virus e combattere i no vax irresponsabili non richiede leggi speciali, ma una fermezza che la ministra degli Interni non possiede.