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Scriveva Edmondo De Amicis -piemontese d’adozione- che “Il destino di molti uomini dipese dall’esserci stata o non esserci stata una biblioteca nella loro casa paterna”.

I nostri Comuni, tra i tanti compiti, hanno proprio quello di promuovere la cultura, l’arte, la conoscenza, e quindi il benessere della propria comunità. Uno degli elementi attraverso il quale si attua il progetto di migliorare la qualità della vita dei cittadini è senza dubbio la Biblioteca civica, per fornire la “biblioteca paterna” a tutti.

Il senso di appartenenza e il concetto di cittadinanza, infatti, si sviluppano anche attraverso il libero accesso all’informazione, allo svago, alla letteratura, alle competenze digitali, alle occasioni di aggregazione sociale e a tutte le risorse che una biblioteca di pubblica lettura può mettere a disposizione per il buon uso del tempo libero e la crescita personale.

Utilizzerò l’esempio di una Biblioteca che conosco molto bene  e che si distingue per il dinamismo. La Biblioteca civica “Antonio Arduino” di Moncalieri (la più grande città della provincia di Torino, quinta in Piemonte) venne fondata nel 1914 da Erminia Arduino, maestra elementare che istituì una biblioteca popolare. L’attuale sede fu inaugurata nel 1995 nei locali dell’ex fabbrica di fiammiferi SAFFA come parte di un progetto di riqualificazione urbana, la Biblioteca, da punto di prestito popolare circolante, è diventata l’attuale mediateca con libri, riviste, dvd, cd audio, giochi, nuove tecnologie, supporti digitali e interattivi e… opere di arte contemporanea.

Oggi la Città di Moncalieri lavora per promuoverne sempre più i servizi e le attività, la circolazione dei libri e tutto ciò che una biblioteca può offrire, in primis il libero accesso all’informazione e all’istruzione come beni comuni, nella convinzione che uomini e donne consapevoli siano i pilastri della democrazia.

Gli obiettivi, come biblioteca pubblica di base, sono: permettere, attraverso le proprie raccolte ed i propri servizi, la piena affermazione del diritto di ogni cittadino di informazione e conoscenza; essere centro di promozione della lettura e della cultura; essere luogo di accoglienza e condivisione; essere centro di “produzione” dell’identità del territorio.

Le biblioteche di pubblica lettura da molto tempo non sono più depositi di libri, luoghi polverosi in cui fare silenzio, ma sono i presidi culturali più capillarmente diffusi sui nostri territori, fondamentali – specie in questo periodo di crisi sociale ed economica – per contrastare  situazioni di povertà educativa; sono anche punti di riferimento per informazioni aggiornate sulle città e sui loro servizi, luoghi di incontro e di aggregazione sociale di relax, occasioni di crescita personale attraverso un apprendimento che dura tutta la vita e di cui la biblioteca è garante.  

E la Biblioteca “Arduino”, in rete con altre biblioteche e istituzioni culturali (Salone Internazionale del Libro di Torino, musei, ecc.) e connessa con il tessuto sociale della Città, è diventata uno spazio esteso da vivere quotidianamente: luogo, di scambio e di formazione permanente; costituisce una ricchezza, per il territorio per migliorare la qualità della vita dei lettori e, in generale, degli abitanti.

Un patrimonio pubblico enorme e prezioso per la didattica e per la vita culturale delle persone di ogni età: libri, giornali, audiolibri, cd, dvd, giochi, ecc., ma anche la gratuità dell’uso del sistema Media Library On Line-MLOL; tutti i giorni della settimana numerose e seguitissime proposte di attività, conferenze e molto altro (anche on line).

Risorse che, grazie allo strumento della circolazione libraria del Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana SBAM, istituito dalla Regione Piemonte circa 15 anni fa, si moltiplicano comprendendo anche quelle di oltre 70 biblioteche della Città Metropolitana e, a breve, delle Biblioteche Civiche Torinesi.

In spazi ora totalmente rinnovati, sono a disposizione di tutti sale lettura, sale conferenze, sale per laboratori e attività specifiche.

Non soltanto sono stati inaugurati i Punti Informativi Turistici; ma anche il Punto informativo sulle Pari Opportunità e, in particolare, sulla violenza contro le donne; e soprattutto il Punto AntiDiscriminazione istituito dalla Regione Piemonte.

Vi sono poi Spazi per l’alfabetizzazione informatica e Servizi per persone con disabilità.

Senza tralasciare, infine, gli Spazi esterni da fruire nella bella stagione, compresi il giardino – con le suggestive installazioni artistiche -, l’orto e il comodo parcheggio.

La biblioteca è diventata un polo intergenerazionale (da “Nati per leggere” alla terza e quarta età) e interculturale (laboratori e corsi per stranieri, ecc.), dove tutti sono benvenuti e nessuno si sente escluso. L’inaugurazione dello Spazio dedicato alle neo-mamme, dello Spazio senza barriere e l’attivazione degli appuntamenti mirati per nonni, per mamme, per stranieri, ecc. sono solo alcuni esempi di questa nuova impostazione del dinamico e accogliente polo culturale della Città, frequentato da famiglie, studenti e anziani, grazie ai molti progetti messi in campo, sostenuti da azioni di fund raising e da bandi a cui correntemente la Biblioteca partecipa.

Per una città migliore, anche gli spazi della biblioteca sono stati rivisti e il percorso di riqualificazione è stato un gradino fondamentale, davanti alla sempre più chiara necessità di far fronte a un’ inevitabile trasformazione del ruolo della biblioteca: un hub di comunità al servizio della società civile, un servizio di base, ma trasversale, di sostegno anche per altre istituzioni culturali.

Il Ministero per i Beni e Attività Culturali, dal 2017, ha dichiarato Moncalieri “Città che legge”, anche in virtù del sistematico lavoro in rete (ricordiamo anche la Biblioteca di Revigliasco, la seconda biblioteca pubblica di Moncalieri), con le scuole (tutti gli studenti moncalieresi sono tesserati; i licei svolgono attività in biblioteca con regolarità; collaborazioni con le biblioteche scolastiche), l’Unitre, le librerie, l’ospedale, le case di riposo, i teatri e le associazioni culturali (i professionisti del teatro, della danza, della musica,…).

Si è investito su un luogo bello, in grado di offrire servizi non solo per la cultura, ma anche per il tempo libero, l’intrattenimento e la creatività; su una “piattaforma abilitante”, su un luogo delle relazioni fisiche, della coesione sociale, dove le differenze si abbattono e tutti possono accedere agli stessi servizi; in cui leggere e studiare, grazie a strumenti tradizionali e tecnologie innovative, luogo accessibile e multifunzionale, progettato per l’interazione fra le persone e per manifestazioni e iniziative, fino ad essere un’ “ estensione in ambito urbano del salotto di casa”. La Biblioteca “Arduino” è il fiore all’occhiello della vita culturale della città e ha intensificato ulteriormente la propria attività, secondo una linea di progetto molto chiara ed efficace, che le viene riconosciuta dal pubblico sempre in crescita.

Sottolineiamo ancora che, dal 2004, Moncalieri fa parte, come Biblioteca capofila d’area, dello SBAM. Il Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana di Torino si è affermato come realtà imprescindibile di confronto, collaborazione, crescita, tra le più dinamiche in Italia; un laboratorio di idee in continua evoluzione che ha mantenuto e migliorato negli anni i suoi punti di forza, come la tessera unica, il catalogo unico e, soprattutto,  la circolazione libraria. Con un bacino di utenza di oltre 800.000 abitanti e più di 70 biblioteche collegate in rete, ogni biblioteca  SBAM offre l’accesso a quasi 3 milioni di titoli di libri, dvd, cd per persone di tutte le età e di tutti gli interessi, ma dà anche la possibilità di accedere al già citato MLOL, la piattaforma digitale da cui scaricare gratuitamente e-book, ascoltare musica, audiolibri, vedere film, sfogliare più di 7.000 quotidiani e riviste on line, accessibili sempre, da casa, scuola, ufficio (con un numero di iscritti che, durante il lockdown, è incrementato del 400%: le biblioteche erano le più preparate rispetto ad altre istituzioni culturali nella capacità di relazione e di servizio, nonché nell’utilizzo del digitale e dei social).

I cittadini così trovano ovunque gli stessi servizi: che si tratti di una biblioteca in un piccolissimo Comune o in una delle grandi città della prima cintura torinese, per arrivare alla prima biblioteca in Italia inaugurata in un ospedale (al San Luigi di Orbassano).

Forte dei risultati ottenuti in 15 anni di attività e grazie alla collaborazione  tra i Comuni e al supporto della Regione Piemonte, di recente si sono anche gettate le basi per la collaborazione con l’altro grande Sistema bibliotecario della Città Metropolitana, il Sistema Bibliotecario Urbano della Città di Torino, e sono in corso accordi anche con gli altri Sistemi dell’Area Metropolitana.

Questo significa un servizio straordinario per qualità e accessibilità per 2 milioni di persone, che rende SBIAM-TO (nome provvisorio) il sistema più vasto d’Italia, un’unica grande biblioteca a disposizione dei cittadini.

L’obiettivo è perseguito anche grazie al progetto la Rete delle Reti, la rete nazionale dei sistemi bibliotecari nata a fine 2019, di cui lo SBAM è stato tra i primi promotori.

Fare sistema e’ il significativo salto di qualità che compiamo quotidianamente  attraverso innovative modalità di lavoro e azione collettiva per un centro di servizi che si trasforma continuamente, facendo convergere molti servizi culturali, e non, nei suoi spazi, sul modello delle biblioteche nordeuropee. E dando accoglienza alle iniziative proposte dai cittadini (gruppi di lettura, ecc.).

Anche il bilancio sociale della biblioteca ha confermato il valore dei servizi. Quanto dovrebbe pagare un cittadino se dovesse rivolgersi al mercato per avere lo stesso servizio offerto dalla biblioteca? La biblioteca produce risparmi in misura almeno uguale a quanto costa?

Valutare la “bontà” di una biblioteca significa tenere presente la sua missione, mettere in relazione le sue prestazioni effettive con le finalità e gli obiettivi che essa si è prefissati.

Si tratta di una biblioteca efficace ed efficiente, che offre innumerevoli servizi al cittadino, implementati negli ultimi anni (dagli spazi ad hoc risistemati, alle nuove tecnologie, alle numerose attività quotidiane differenziare secondo le fasce di pubblico, ecc.).

I numeri rilevati (anche grazie ai questionari di indagine sottoposti agli utenti) testimoniano una efficace rispondenza fra gli obiettivi posti e l’effettiva adesione della città: emerge una biblioteca che declina con successo la sua missione attraverso i propri spazi ed il proprio patrimonio, anche garantendo l’accesso a risorse informative vastissime.

Sommando tutti i costi, a fronte di un risparmio di ciò di cui gli oltre 100.000 utenti usufruiscono all’anno (comprese le molte attività esterne: ospedale, case di riposo, collaborazioni con le scuole di ogni ordine e grado, attività fuori dalla biblioteca: dalle letture nei giardini al  bookcrossing in vari punti della città),  essa vale il doppio di quel che costa!

I valori espressi sono una stima monetaria dei benefici diretti prodotti dalla biblioteca a vantaggio del pubblico. Non esprimibili in termini monetari, ma altrettanto fondamentali per la città, sono i benefici indiretti (sui quali ci si è soffermati più sopra), ovvero il contributo della biblioteca alla costruzione del capitale sociale ed al miglioramento della qualità della vita di tutta la popolazione. Il ruolo di integrazione all’interno della comunità, la ricaduta sull’inclusione, il ruolo di stimolo all’apprendimento ed alla riflessione, l’impatto sulla formazione della coscienza critica, l’incisività sul settore culturale, sull’innovazione e la creatività, la capacità di segnare la formazione professionale e più ampiamente culturale della popolazione attiva, il ruolo nell’alfabetizzazione dei bambini, nell’educazione dei giovani, nel consolidamento delle abitudini di lettura negli adulti e nell’educazione permanente, il contributo alla costruzione di un’identità locale: è questo grande insieme di funzioni che rende la biblioteca un indispensabile strumento di democrazia.

Se ne trae l’immagine di una biblioteca in grado di fidelizzare i propri utenti, inducendoli a tornare frequentemente in un luogo percepito come familiare.

La gratuità ha un valore aggiunto di natura sociale e politica, permettendo a tutti di andare oltre le proprie possibilità economiche. Avere una biblioteca così attiva vuol  dire  arricchire i cittadini culturalmente e non solo, e non permettere alle differenze economiche di far pesare troppo i propri effetti sulla comunità.

Laura POMPEO

Assessore Cultura, Turismo, Pari Opportunità, Relazioni Internazionali, Rapporti con la Città Metropolitana – Città di Moncalieri

Presidente della Conferenza di Sistema dello SBAM-Sistema Bibliotecario Area Metropolitana di Torino