Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

Lidia Poet, da paladina dei diritti, a eroina su Netflix, Di Mara Antonaccio

Costume e Società

A me, sinceramente, la serie appena sbarcata sulla nota pay-tv, che racconta in maniera moderna e romanzata le vicende di questa grande donna vissuta a cavallo tra ‘800 e  ‘900, è piaciuta, molto.

Devo ammettere che, prima di leggere di Lidia in uno dei libri sulle donne, scritto dalla cara amica Bruna Bertolo, la sua vicenda personale e professionale mi era sconosciuta; ne ho apprezzato la grande forza emotiva e caratteriale che le permise, in un’epoca ancora ostile all’emancipazione femminile, di portare avanti le proprie battaglie, rinunciando agli agi che il suo livello culturale e il suo status sociale le permettevano. Lidia non fu solo la prima avvocatessa d’Italia, fu una pioniera dei pari diritti e del suffragio universale; lottò per raggiungere i propri obiettivi e spese la sua vita per gli altri. Una donna di oggi, insomma. Lidia si laureò in Giurisprudenza a Torino, nel 1881, si iscrisse all’Albo degli Avvocati dopo aver sostenuto il regolare Esame di Stato, superando tutte le prove stabilite dalla legge, ma un giudice oscurantista ne chiese la cancellazione, che fu determinata dalla Corte d’Appello di Torino. Lidia fece ricorso ma la Corte di Cassazione lo respinse e confermò il provvedimento: le fu impedito di esercitare in quanto donna!

Con grande capacità degli sceneggiatori, è proprio questo aspetto che esce preponderante dalla serie tv: in “La legge di Lidia Poet”, essi hanno lavorato su questo aspetto fondamentale, regalandoci qualcosa che non c’era, che mancava nella tv generalista. Inoltre hanno creato un prodotto che parte da una vicenda tutta italiana, per diventare internazionale. La serie di piccoli gialli, storie da detective come ve ne sono a migliaia nella tv, non sono altro che la “scusa” per permettere al caratteraccio della protagonista di venir fuori, di farsi conoscere anche per la grandezza d’animo e la generosità, eternamente spinta dal sogno impossibile di modernizzare la società della sua epoca.

Qualcuno potrebbe obiettare che è la solita serie in costume come decine di altre viste sulle reti gratuite (devo ammettere che l’uso di musiche rock e moderne come colonna sonora mi hanno fatto venire in mente una emulazione nostrana della saga dei “Bridgerton”) ma qui c’è qualcosa di nuovo. La protagonista femminile “fa le cose che fanno i maschi” ispirate a una storia vera anche se romanzata (ho qualche dubbio che la vera Lidia fosse così “disinibita” sessualmente, ma perché no?), ambientata in un periodo storico preciso: la Belle Époque, e in un luogo preciso: una magnifica Torino. Le puntate trasudano di modernità che avanza, trattata con fantasia e ottimo stile narrativo, senza dimenticare il fermento che la capitale sabauda viveva a fine ‘800, con tutto quello che ha rappresentato: lotta di classe, anarchia, nascita di una coscienza sociale e proletaria che avrà lunga vita.

Da un punto di vista tecnico, la serie è fatta davvero bene: grandi attori, giovani ma di capacità e, per Matilda De Angelis, anche di respiro internazionale; costumi veritieri e di grande pregio artigianale, ambientazioni rubate a splendide case Liberty, che a Torino rappresentano un nutrito numero di opere d’arte, primi piani che non permettono neppure la minima sbavatura interpretativa, per la crudeltà della camera digitale e una fotografia giovane, fresca.

Da un punto di vista emozionale, adoro questa giovane donna cocciuta, a volte intemperante nei modi e nelle parole, capace di imporre le sue ragioni, sempre e comunque. Il suo carattere, il suo atteggiamento nei confronti del mondo, la sua intelligenza: Lidia è un’adulta con molte cose in più degli altri, svelta e sessualmente autonoma (entra in scena la prima volta facendo sesso, ribadisco qui la mia perplessità su un eccessivo entusiasmo degli sceneggiatori, ma se così è stato davvero, ne sono lieta per Lidia), ma sempre costretta dal mondo intorno a lei e dal suo tempo a comportarsi come un’adolescente.

Ma sta proprio qui la sua forza di personaggio! Deve falsificare la firma del fratello per ottenere quel che le serve, deve scappare, mentire alla nuora nella casa di cui dorme, cacciarsi nei guai, avere più amanti da incontrare di nascosto e fingersi chi non è per risolvere i suoi casi. Insomma lidia-Matilda è una anti-eroina, seppure risulti la spavalda protagonista della sua vita, capace di attrarre passioni e odi come una calamita, uomini e donne la odiano-amano ma è così vera, così indisponente che non vediamo l’ora di seguire le prossime puntate della seconda stagione, anche perché questa non è compiuta, essendosi trovata la protagonista davanti ad una scelta difficile… Noi ti aspettiamo Lidia-Matilda, e tu, Netflix, non metterci troppo…

18 Febbraio 2023/da user-pannunzio
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/la-legge-di-lidia-poet.webp 720 1280 user-pannunzio http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png user-pannunzio2023-02-18 15:43:232023-03-11 09:33:55Lidia Poet, da paladina dei diritti, a eroina su Netflix, Di Mara Antonaccio

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

479130

Articoli recenti

  • Perdersi negli altri e nelle cose. Le lettere di Benedetto Croce, di Alessio Magaddino
  • Il mercato, da sempre crocevia di commerci
  • La pace, la democrazia, la Patria, di Pier Franco Quaglieni

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: Com’è dolce la vita, di Mara Antonaccio Collegamento a: Com’è dolce la vita, di Mara Antonaccio Com’è dolce la vita, di Mara Antonaccio Collegamento a: Amici forzisti basta chiacchiere, di Giancarlo Lehner Collegamento a: Amici forzisti basta chiacchiere, di Giancarlo Lehner Amici forzisti basta chiacchiere, di Giancarlo Lehner
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}