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L’ombra del passato (Mimesis Edizioni, 2020) è il nuovo romanzo di Stefano Sciacca, scrittore e studioso torinese che, in passato, è stato ripetutamente ospite del Centro Pannunzio. Si tratta di un breve e agile racconto investigativo ambientato nella Torino dell’immediato secondo dopoguerra e narrato in prima persona dall’investigatore privato Michele Artusio, la cui prospettiva interiore condiziona il carattere, a tratti ambiguo, del romanzo. A fronte di un’atmosfera malinconica e disincantata, lo stile è infatti sorprendentemente ironico, lo sviluppo assolutamente incalzante.

Il conflitto appena concluso ha restituito «un mondo tutt’altro che normale», un mondo senz’anima. E chi invece, un’anima, ancora la possiede, non può fare a meno di sentirsi a pezzi. Proprio come la città, alla quale si ritrova suo malgrado incatenato. In essa Artusio si specchia e, pur restando nauseato da quanto scopre, non può fare a meno di convivere con quella realtà, ora frenetica e travolgente, ora, all’estremo opposto, silenziosa e ipnotica.

Avido, cinico e miscredente, il nostro investigatore conserva, da qualche parte, quanto resta della sua etica professionale. E certe notti questo può rappresentare davvero un bel problema! Perciò, quando investigando per conto altrui egli finirà per cacciarsi nei guai, venendo accusato di duplice omicidio, non si tratterà soltanto di sfuggire alla polizia, scoprendo i veri colpevoli, ma anche e soprattutto di rispondere agli assillanti interrogativi posti dalla propria coscienza.

L’autore svolge un particolareggiato e suggestivo lavoro di rievocazione, ispirandosi al cinema nero hollywoodiano, del quale ricorrono i principali motivi. Come osserva il noto critico Steve Della Casa, nella prefazione al romanzo, L’ombra del passato «è un vero noir, con colpi di scena, azione, sorprese, segreti nascosti. Ci sono parentele possibili, c’è la Torino di un dopoguerra che la vede cercare di rimettersi in piedi. Leggendolo, mi venivano in mente le ambientazioni de Il bandito di Alberto Lattuada oppure de Il bivio di Fernando Cerchio, due noir neorealistici che sono tra i film più belli di quel periodo». Insomma, «gli elementi del noir ci sono tutti e non è un caso, perché in precedenza, Stefano Sciacca aveva pubblicato un saggio divertito ma al tempo stesso ricco di spunti dal titolo Prima e dopo il noir».

A proposito di questo lavoro, del quale la casa editrice Falsopiano ha recentemente curato un’edizione in formato digitale, il professor Orio Caldiron ebbe a sottolineare sulle Pagine di cinema di Alias – Il Manifesto: «nell’affollato scaffale del noir, il libro si presenta con le ambiziose caratteristiche dell’originalità. Non solo perché come annuncia il titolo si occupa del “prima” e del “dopo” del noir, ma perché non trascura l’esame del corpus dei più importanti film del genere. […] Ma la mappa che l’autore viene disegnando è più vasta, perché va dalla rivoluzione realistica ottocentesca alla crisi tedesca del primo dopoguerra, dall’avanguardia surrealista al fantastico sociale del cinema francese tra le due guerre, dalla tradizione italiana alla “guerra sociale dei dimenticati”, dalla narrativa “hard boiled” all’interferenze con il maccartismo», nell’ambito di una riflessione interdisciplinare «dove la chiave ermeneutica d’ispirazione sociale s’intreccia con la cinefilia».

L’ampiezza dello sguardo di Stefano Sciacca, che si diverte a giocare con e su i cliché del genere, è ben percepibile al lettore de L’ombra del passato, piccolo libro a metà strada tra la disinvoltura tipica della narrativa e l’impegno proprio della letteratura.

Per questo, l’approfondimento psicologico dei caratteri, l’accurata descrizione dell’ambiente sociale e urbano, la riflessione sul senso dell’esistenza umana e sul funzionamento del destino assicurano al romanzo una forte personalità, che non potrà lasciare indifferente neppure il lettore meno esperto del genere.

Gian Piero Aureli

Stefano Sciacca è nato a Torino nel 1982.

Si è laureato in giurisprudenza e specializzato nelle professioni legali presso l’Università degli Studi di Torino, ha studiato all’Università di Oxford e collaborato con l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale.

Ha pubblicato testi di critica cinematografica e letteraria e il romanzo Il diavolo ha scelto Torino (2014).

Con Mimesis ha pubblicato Sir William Shakespeare, buffone e profeta (2018).