Napoli e i suoi contesti sociali in “La Napoli del vicolo” di Annella Prisco

Ancora una volta la giornalista e scrittrice Monica Florio sceglie nel suo recente saggio “La Napoli del vicolo”, edito da Guida, di porre l’attenzione su contesti sociali complessi, e che permettono al lettore di entrare in contatto con realtà piuttosto marginali e spesso anche inedite osservate dall’autrice con grande attenzione ai dettagli e con una  serie di minuzie e particolari, che lungi dallo scivolare in pedante nozionismo, aprono invece finestre su di un mondo interessante e ricco di curiosità. Sicuramente la Florio, grazie anche alla qualità del suo stile narrativo agile e fluido, ci regala uno spaccato denso di fascino, e che soprattutto fa riflettere su quanto in determinati ambienti, pur con il vorticoso mutamento dei tempi, certe tradizioni e consuetudini siano rimaste inamovibili per quella mentalità radicata da secoli e difficilmente modificabile. Sono pagine ricche di atmosfere particolari e per molti di noi lettori assolutamente inedite, che l’autrice riesce a trasmetterci con vere e proprie pennellate di colore, facendocene assaporare gli odori, i colori e soprattutto quella forza e quel senso di appartenenza che è proprio dell’universo da lei esplorato. Perché nel vicolo non esistono indulgenze o mediazioni, ma traspare forte l’orgoglio e l’intento di riscattare in ogni occasione le proprie origini con dignità, con orgoglio, quell’orgoglio che deriva dalla consapevolezza di avere alle spalle una tradizione millenaria e che come tale va protetta e preservata dall’invadente e vorticoso cambiamento dei tempi. Tante le curiosità che emergono dalle oltre centotrenta pagine del volume, dove anche la tradizione culinaria e la scelta dei cibi ha un suo perché e dove nulla viene lasciato al caso… Si consumano per lo più pietanze semplici, ma sostanziose, che vengono servite ancora intorno al braciere, o’vraciere’, quando è impellente la necessità di riscaldarsi, e poi tanti altri piani che la Florio esamina stimolando l’interesse del lettore, non ultimo quello della psicologia delle figure che popolano i quartieri, dai femminielli agli scugnizzi, per non parlare delle donne, tutte estremamente rigorose e quasi sempre espressione di una condizione di sudditanza al proprio uomo. La Florio ci regala insomma, con questo testo che definirei un saggio di antropologia sociologica, un vero e proprio affresco su quegli aspetti di una Napoli diversa, “antica”, e particolarmente affascinante perché fa luce su di un mondo diverso, per molti lettori inedito, ma che proprio nel vicolo ha la sua maggiore ragione di esistere.

(Annella  Prisco)

Monica Florio: “Il mondo del vicolo”

Guida Editori – pag.144 – Costo euro: 15,00