Sant’Ambrogio di Torino, inaugurato il Museo Giansone, di Mara Antonaccio
C’è un momento, nei territori, in cui la memoria non è più solo archivio, ma torna a farsi spazio vivo, attraversabile, condiviso. È ciò che accade a Sant’Ambrogio di Torino, dove ha aperto al pubblico il Museo Mario Giansone, un progetto che non si limita a custodire opere, ma restituisce una visione, un linguaggio e una storia che attraversa il Novecento e arriva fino a noi.
L’inaugurazione, avvenuta il 17 aprile 2026, alla presenza delle Autorità civili e religiose del territorio, segna la nascita di un luogo atteso: un museo dedicato a uno degli artisti più originali del panorama italiano del secolo scorso, Mario Giansone (1915–1997), capace di costruire un linguaggio personale tra figurazione e informale, tra materia e pensiero.
Il museo trova sede nell’ex Maglificio Fratelli Bosio, spazio restituito alla comunità e trasformato in un percorso espositivo di circa 750 metri quadrati articolato in sette sale, dove il visitatore può attraversare oltre 260 opere tra sculture, dipinti, xilografie, incisioni e materiali d’archivio, entrando progressivamente nell’universo creativo dell’artista.
Il Museo nasce dalla volontà di dare finalmente una casa stabile e organica all’opera di Giansone, trasformando un patrimonio disperso in un racconto unitario e accessibile. Non un’operazione celebrativa, ma un atto di restituzione culturale: rendere leggibile oggi un percorso artistico che ha saputo anticipare linguaggi e sensibilità contemporanee.
A promuovere e sostenere questo progetto è la Fondazione Mario Giansone ETS, realtà nata proprio con l’obiettivo di custodire e valorizzare l’eredità dell’artista, promuovendone la conoscenza attraverso mostre, attività formative e iniziative di ricerca. La gestione del Museo è affidata alla stessa Fondazione, che ne fa non solo uno spazio espositivo, ma un vero centro culturale dinamico, capace di mettere in relazione arte, comunità e nuove generazioni.
La Fondazione opera infatti con una visione precisa:
- conservare il patrimonio artistico
- renderlo accessibile
- attivare percorsi educativi e culturali
- costruire un dialogo continuo tra passato e contemporaneità (Fondazione Mario Giansone)
Il Museo diventa così un punto di riferimento non solo per Sant’Ambrogio, ma per l’intero panorama artistico piemontese e nazionale. Ciò che distingue il Museo Giansone è la sua natura: non un luogo statico, ma uno spazio pensato per essere vissuto.
Le opere non sono isolate, ma inserite in un percorso che restituisce:
- la ricerca materica dell’artista
- la sua evoluzione nel tempo
- il dialogo tra arte e pensiero
E accanto alla collezione permanente, il Museo si propone come:
- luogo di ricerca
- spazio di confronto
- laboratorio culturale aperto
L’apertura del Museo rappresenta anche un momento simbolico per Sant’Ambrogio di Torino, che si afferma sempre più come luogo capace di accogliere e generare cultura, restituendo valore a spazi storici e trasformandoli in centri di produzione e diffusione del sapere. Non è solo un’inaugurazione, ma un passaggio: dalla conservazione alla narrazione, dalla memoria privata a quella collettiva.
Il Museo Giansone nasce come una soglia, un luogo in cui l’arte non viene semplicemente mostrata, ma interrogata, attraversata, resa viva; un punto in cui il passato non si limita a essere ricordato, ma torna a produrre senso. E forse è proprio questo il suo valore più grande: non custodire ciò che è stato, ma permettergli di continuare a parlare.



