Serial Griller di Lapo Levil, di Giancarlo Lehner
Giuliano Amato, fenomenale carrierista, pluripresidente, iperpensionato, egotico verticale, noto smemorato ed ingrato verso chi lo lanciò, adesso mostra pure un grave impedimento cognitivo.
Blatera, infatti, di «strategia della tensione, che parte da prima col piano Solo».
L’impedito, ben oltre la credulonità luogocomunista, ignora “Impedian”, cioè la raccolta delle magistrali operazioni-provocazioni del Kgb in Italia, allora anello debole della Nato.
Il famigerato “piano Solo” non fu, infatti, un progetto eversivo ordito dal generale dei Carabinieri, Giovanni de Lorenzo, d’intesa col presidente Antonio Segni, bensì un’invenzione della Lubjanka, che si avvalse dei giornalisti Eugenio Scalfari e Lino Jannuzzi e del socialcomunista Luigi Anderlini, per diffondere la psicosi del colpo di Stato e del fascismo alle porte e rafforzare la credibilità del Pci, come immarcescibile garante della Costituzione più bella e un po’ sovietica del mondo.
Di fatto, l’antisovietismo e l’anticomunismo in Italia – vedi la persecuzione giudiziaria dell’eroico Edgardo Sogno – divennero fattispecie di gravissimi reati contro le Istituzioni.
Che i fuochi artificiali ben mirati del Kgb, anno 1964, esplosi a mezzo stampa nel 1967, vengano pacchianamente reiterati nel 2026 dall’Amato pontificatore, il drudo di se stesso, impedisce per l’ennesima volta di nutrire stima verso colui che tradì Bettino Craxi.



