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Non è un caso che, il primo in assoluto che propose il culto dell’enogastronomia a livello mediatico, Mario Soldati, avesse scelto la Liguria come una delle  principali  mete per i suoi servizi televisivi ed anche come” buen retiro”. “Paesaggio forte ed austero” lo definiva Montale e forti  sono anche i sapori, difficilmente dimenticabili. Sapori di terra e di mare, per gli oltre 250 km di costa   che regalano  un pesce  sempre fresco ma anche sapori dell’entroterra come funghi e cacciagione. Mario Soldati fu un precursore di una stagione in cui, uno degli asset italiani sembra  non avere fine. Non tutti ovviamente hanno la cultura, il garbo e l’intelligenza del grande, scrittore giornalista, la cui memoria è  costantemente rinverdita al Centro Pannunzio attraverso l’ ideatore nonché  Direttore, Pierfranco Quaglieni  e dalla sua Presidente Chiara Soldati. L’enogastronomia italiana è un bene da salvaguardare al pari del nostro Paesaggio e dei nostri Monumenti. E come tali molti sono diventati patrimonio Unesco. Inscindibili da uno scorcio visuale , una pittura murale, un Castello, una Cattedrale, alcuni nostri cibi, ci raccontano la storia meglio di un libro. Che dire  di San Gimignano senza Vernaccia, di Montalcino senza il Brunello, di Gubbio senza la crescia sul panaro ed il tartufo, di Mantova senza i tortelli di zucca, delle Langhe senza I suoi vini Barbaresco, Barolo, Nebbiolo, solo per citare alcuni dei posti in cui sono stata frequentemente in questo ultimo anno. Che sarebbe Genova ed il Tigullio senza il suo famoso pesto che ha come supremo cantore, Zeffirino, alias Luciano Belloni, che pur di origini emiliane di un paese a pochi passi da quello di mia mamma, è diventato il Re incontrastato del Pesto, tanto da essere richiesto in tutto il mondo dalle celebrity. Nel suo ristorante di via Venti Settembre sono passati tutti i divi, politici, intellettuali  più importanti e chiacchierare con lui e adesso anche con il figlio Marco, è un’esperienza culturale ed umana imperdibile. Non da meno, Cristina Carbone  che a Recco ha saputo attrarre viaggiatori da tutti i continenti per la sua famosa, unica inconfondibile “fugassa”. Così numerosi e venuti da  molto lontano, che Cristina ha ampliato non solo la famosa trattoria/ locanda del 1885, creando un delizioso Hotel de Charme ma portando le sue specialità, panzotti, morone, branzino allo zabaglione e tante altre delizie nel Castello Canevaro e nell’Eremo della Maddalena, coniugando quello che per me è il massimo godimento, Bontà  del Cibo e  Vino e Bellezza dei luoghi. Cristina da attenta imprenditrice ed amante del suo lavoro, coccola con garbo e discrezione i clienti amici. Come mi capitato recentemente  nell’Antica Residenza dei Conti Bonarelli a Gubbio. Questa è l’ Italia da salvaguardare  e valorizzare tutta come Patrimonio dell’Umanità’ e  come  ricordato recentemente in un libro, Mauro Boccaccio, partendo proprio dalla Liguria, assoluta Capitale o una delle Capitali di Gusto e Bellezza.