Sono amareggiato, di Leonardo Papa

Scrivo questo articolo con molta amarezza, e con la consapevolezza che questo Paese non crescerà mai. Mi riferisco in particolare al voto referendario, in verità non PER COME SIA ANDATO, ma PER COME SIA STATO VOTATO. Nel mio precedente articolo su questo Magazine, mi ero esposto circa il mio voto e sulle ragioni che lo motivavano; così come sulla mia fede politica, che oggi però mi vede “più agnostico che credente”. Ritenevo la legge oggetto di referendum sostanzialmente giusta anche nell’ottica di un’unità di intenti europeistica (siamo infatti con la Grecia, l’unica nazione del vecchio continente che non preveda la separazione effettiva delle carriere), perfettibile ma corretta, ed avevo valida conoscenza per argomentare questa mia scelta. Avrei voluto però, da parte dei votanti NO, la stessa, opposta, mia argomentabile convinzione. Ma ho toccato con mano come questo, in tantissimi casi, non sia accaduto. Questo referendum PER la Magistratura e NON CONTRO la Magistratura, è stato purtroppo strumentalizzato da una parte della politica nostrana, e politicizzato al pari di una votazione ordinaria, come una tornata elettorale. Personalmente, pur avendo simpatie centriste con uno sguardo a sinistra, non amo la sinistra più radicale dei vari Fratoianni, Bonelli, etc. Tuttavia, se questo referendum fosse stato presentato da AVS, lo avrei votato ad occhi chiusi. Così come ho votato un referendum proposto dalla destra. Perché è il testo della legge oggetto del referendum che si giudica, e non chi lo propone. Ed è questo che molti italiani non hanno capito. Ed alcuni ne hanno approfittato. Ma perché questa mia amarezza? In fin dei conti non cambia nulla, Fino ad oggi è stato così, e rimarrà così. Amen. Ma è come è stato rivolto l’invito a votare NO che mi ha disgustato. Se avete idee contrarie, bene, è il cardine della democrazia. Ma porca miseria, ditemi ed argomentatemi il perché, spogliandovi però da credo e pregiudizi politici. Fateci capire perché questa modifica non va bene. E lasciamo perdere gli slogan. A tal proposito, vi riporto proprio alcuni di tali slogan che mi hanno fatto rabbrividire, e che molti -soprattutto tra i giovani – hanno adottato e dato peso, e che alcuni di loro mi hanno riferito.

– “Votare No è femminista”. Ma cosa vuol dire?!? Cosa c’entra il femminismo con la separazione delle carriere in una categoria che vede già il 58% di donne? E contro il primo Premier donna della storia italiana.

– “Votare NO è democratico” mi cadono le braccia per non dire altro. Qualsiasi voto è simbolo di democrazia.

– “Votare NO è contro quella fascista della Meloni” Va bene. Vota così alle prossime politiche. Non ora in un referendum tecnico.

– “Voto No perché me lo hanno detto”. Grande prova di personalità.

– “Vota NO perché è un referendum tecnico che tu povera casalinga o povero operaio non puoi capire, e quindi è meglio non cambiare”. Parole e musica di una nota cantante. Che povertà….

– “ Vota NO se sei contro la guerra”. Incommentabile.

– “ Vota NO se non vuoi che la magistratura sia assoggettata al governo ed alla politica”. Trovatemi una sola parola che vada in questa direzione nel testo referendario. È ANZI L’ESATTO CONTRARIO, quando vuoi indebolire le correnti politicizzate all’interno della magistratura.

– “voto No perché odio la Meloni e non la voglio vedere festeggiare”. Va bene. Nel caso spegni la tv e non guardarla gioire, ma accendi il cervello e valuta cosa stai votando.

– “Se voti SI sei fascista”. Si è votato per abolire una legge fascista. Ha vinto il NO. Della sinistra.

– “Se voti SI sei un delinquente, mafioso, poco di buono”. Grazie.

– “Se voti SI sei contro la Costituzione e contro i nostri Padri Costituenti”. La Costituzione si deve evolvere ed adeguarsi ai tempi, ed il referendum costituzionale è il metodo costituzionalmente previsto per apportarne modifiche. Magari qualcuno potrebbe non sapere che solo i principi fondamentali della nostra Carta non possono essere oggetto di riforma o modifica.

– “Giù le mani dalla Costituzione. Vota NO”. Idem come sopra. Nessuno vuole E PUO’ stravolgere la nostra Carta Costituzionale.

Tanti altri slogan, stupidi come questi, li ho dimenticati, o forse è la mia memoria che si è volutamente rifiutata di accoglierli. Ebbene, se vi riconoscete in uno di questi slogan, ed avete votato NO per queste ragioni, scusatemi l’arroganza, ma siete degli imbecilli. No, degli ignoranti. Forse tutti e due le cose. E che vi siete fatti imbonire da chi aveva interessi nel non cambiare, ed a suon di falsità vi ha fatto il lavaggio del cervello. Se avete votato NO per altre ragioni, invero mi piacerebbe conoscerle, ma rispetto le vostre convinzioni. E le accetto. Voglio però a questo punto, mestamente, riportare il pensiero e le frasi di due celebri americani, assai calzanti alla nostra attuale situazione. John Fitzgerald Kennedy diceva: “l’ignoranza di un elettore in una democrazia compromette la sicurezza di tutti”.  Isaac Asimov invece sosteneva che “ una vena di anti-intellettualismo si è insinuata nei gangli vitali della nostra politica e cultura, alimentata dalla falsa nozione che democrazia significhi che la mia ignoranza valga la tua conoscenza”. Tristi e calzanti. P.S. Volutamente ignoro la deprecabile, per non dire peggio, sceneggiata di alcuni magistrati napoletani che all’esito del referendum hanno festeggiato, mi dicono saltando su toghe da avvocato al grido da stadio di “chi non salta Meloni è!” Mi vergogno profondamente per loro, con la consapevolezza che rappresentano, spero, una piccola parte di una magistratura che in realtà è sana, corretta, professionale, e che io, da modesto operatore del diritto, stimo incondizionatamente. Così come stimo enormemente la dr.ssa Natalia Ceccarelli magistrato di carattere, che, dopo tale incommentabile manifestazione di partigianeria, incompatibile con la funzione di magistrato, ha dato le dimissioni da membro del direttivo dell’Associazione Nazionale Magistrati, in quanto non si sentiva più rappresentata nelle sue più intime ed inconfutabili convinzioni. Un grande plauso a questo coraggioso magistrato. Andate su You Tube, e cercate il video. Dura solo tre minuti. E meditate.