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È di qualche giorno fa la notizia che  alcuni infermieri di una Casa di Cura di Abano (Padova) si siano rifiutati di farsi inoculare il vaccino anti Covid della Pfizer; la querelle nasce dal fatto che l’azienda farmaceutica chieda a chi si sottopone alla vaccinazione, di sottoscrivere un consenso informato, che la esoneri da ogni responsabilità futura, dovuta ad eventuali reazioni avverse del vaccino. A fronte di queste richieste, tre infermieri hanno deciso di non vaccinarsi per il momento e di rivolgersi ad un avvocato, alla cui attenzione è stato sottoposto il documento di consenso. Il legale che ha esaminato il documento ha sottolineato 4 punti che presentano frasi a suo dire non accettabili: «Il vaccino potrebbe non proteggere completamente tutti coloro che lo ricevono…(pag. 9), «Il vaccino può causare reazioni avverse…(segue l’elenco a pag. 10), «L’elenco di reazioni avverse sovraesposto non è esaustivo di tutti i possibili effetti indesiderati che potrebbero manifestarsi durante l’assunzione del vaccino Pfizer (pag. 11), «Non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza (pag. 11)». La questione è che le altre aziende produttrici non hanno chiesto ai vaccinandi di sottoscrivere alcun documento, cosa che lascia perplesso chi scrive. Che si tratti di legittima precauzione? Che la multinazionale del farmaco tema class action in futuro, vista la capillarità della diffusione del vaccino? Per dovere di cronaca e per allontanare strumentalizzazioni da parte dei no vax, i tre infermieri hanno confermato la propria disponibilità ad eseguire la vaccinazione ma senza sottoscrivere in via preventiva alcun documento. Di sicuro il colosso americano vuole limitare le possibili cause di risarcimento che potranno verificarsi, visto il numero di dosi inoculate ma l’ombra dell’incertezza riguardo la sicurezza del prodotto si allunga sull’operazione. Se temono reazioni avverse, temono quelle normali, semplicemente moltiplicate per milioni di dosi, che diventerebbero incidenti sul volume, o non sono ancora così certi delle possibili conseguenze del loro prodotto? Sempre per dovere di cronaca provo a fare delle considerazioni entrando nel tecnico; il vaccino Pfaizer-Biotech contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA), che veicola le istruzioni per produrre la proteina Spike presente sulla superficie di SARS- CoV-2, il virus responsabile di COVID-19.  Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia e viene somministrato in due dosi nel muscolo del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra. La proteina spike  agisce come una chiave, permettendo l’accesso dei virus nelle cellule, in cui poi si possono riprodurre. Tutti i vaccini in studio o preparazione sono stati messi a punto per bloccarla e impedire l’infezione delle cellule. Il vaccino Pfizer è fatto con molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA), che contengono le istruzioni perché le cellule della persona vaccinata sintetizzino le proteine Spike. L’mRNA iniettato viene assorbito nel citoplasma delle cellule e avvia la sintesi delle proteine Spike, che stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. In chi si è vaccinato e viene esposto al contagio virale, gli anticorpi così prodotti bloccano le proteine Spike del virus attivo proveniente dall’esterno e ne impediscono l’ingresso nelle cellule. La vaccinazione, inoltre, attiva anche i linfociti T, che danno immunità duratura. In sintesi il vaccino non introduce nelle cellule del ricevente il virus vero e proprio, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula umana per costruire copie della proteina Spike. Il vaccino contiene anche gli eccipienti che ne permettono la composizione e il veicolazione: 1,2-Distearoyl-sn-glycero-3-phosphocholine, colesterolo, sodio fosfato bibasico diidrato, fosfato monobasico di potassio, cloruro di potassio, cloruro di sodio, saccarosio, acqua per preparazioni iniettabili; alcune di queste, in soggetti predisposti geneticamente, possono creare reazioni allergiche. Spero di essere stata chiara. Credo che alla base della richiesta di Pfizer ci sia solo la questione economica legata alle eventuali cause risarcitorie indette da vaccinati che hanno avuto effetti indesiderati, visto il volume di danaro che verrebbe generato dai risarcimenti, commisurati all’ampiezza dall’operazione, in considerazione della sua estensione e della necessità di ripetere il vaccino periodicamente. Secondo me tutto diventa chiaro alla luce di questa interpretazione.  Ora spiego il perché in soldoni. Il costo globale per i 3 miliardi di dosi che verranno inoculate inizialmente, facendo una media tra i 4 dollari di AstraZeneca Plc, i 10 dollari di Sanofi Sa e GlaxoSmithKline Plc, gli 11 euro del russo Sputnik V, i 20 dollari di Pfizer, i 35 di  Moderna, quindi circa 20 dollari ciascuna, sarà di 60 miliardi di dollari per la prima dose, che diventeranno 120 con la seconda e 240 quando l’80% della popolazione mondiale, entro un paio di anni, riceverà le due dosi iniziali. Se moltiplichiamo questi numeri per 6 anni, il costo totale sarà di 1.440 miliardi di dollari circa, che se paragonati al costo totale dei 6 anni di durata del secondo conflitto mondiale (1.154 miliardi di dollari), fanno comprendere le forze economiche in campo. Quindi hanno fatto bene gli infermieri a non sottoscrivere liberatorie, ma questo non inficia la validità del vaccino o la necessità di farlo, quindi basta alle strumentalizzazioni da parte dei Media, prima ci vacciniamo e prima ci lasciamo alle spalle questo incubo.

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