Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

28 settembre 1388 – 28 settembre 2020: 632 anni fa Nizza entrava nella storia d’Italia, di Achille Ragazzoni

Ieri

In memoria di Eugenio Cais di Pierlas

Il 28 settembre 1388 la città di Nizza si dava spontaneamente, con un trattato di dedizione, ad Amedeo VII di Savoia, detto il Conte Rosso. Si trattava di un acquisto molto importante dal punto di vista geopolitico: i domini sabaudi venivano ad avere uno sbocco al mare e la città entrava, di fatto e di diritto, nella storia d’Italia. Un’Italia cui Nizza avrebbe dato molto, non solo i natali a Garibaldi (e a tanti altri combattenti del Risorgimento), che dell’Italia fu uno degli unificatori, ma anche a figure oggi obliate che contribuirono non poco ad accrescere il nostro patrimonio culturale. Non voglio dilungarmi su questo, sarà oggetto di uno studio cui sto lavorando, ma oggi nessuno ricorda che G. B. Passeroni, maestro del Parini e autore de “Il Cicerone”, il poema più lungo della letteratura italiana, era nizzardo, così come nizzardo era il giornalista G. B. Bottero, fondatore del più antico quotidiano torinese, la “Gazzetta del Popolo”, e potrei continuare per parecchie pagine…

Come fu che Nizza decise di donarsi spontaneamente a Casa Savoia? E come fu che Casa Savoia decise di affacciarsi sul Mar Ligure, iniziando, inconsapevolmente, quel percorso che avrebbe portato i discendenti del Conte di Moriana, Umberto Biancamano, ad insediarsi sul trono d’Italia?

Erano tempi duri, sia dal punto di vista politico che spirituale. Era in atto una lotta tra due Papi, entrambi apparentemente legittimi: Urbano VI e Clemente VII. E’ quello che è stato chiamato “lo Scisma d’Occidente”. A ben vedere le carte non c’erano Papa e Antipapa, ma due Papi che, ripeto, si potevano ritenere entrambi legittimi. La storia successiva (e di molto…) definì come Papa solo Urbano VI e Clemente VII Antipapa, ma non è così, si tratta solamente di una toppa sapientemente posta su una delle più gravi lacerazioni della storia della Chiesa Cattolica…

Le terre tra Provenza e Liguria, poi, erano oggetto di contesa tra i due rami della famiglia angioina: gli Angiò di Francia e gli Angiò – Durazzo. Tra nizzardi e provenzali non è mai corso eccessivo buon sangue (è scorso, per la verità, tanto sangue in epoca medievale) ed un proverbio nizzardo recita: “Lu Nissart emb’ai Provensau soun tougiou estat couma lou can e lou cat”. Le cose si stavano mettendo male per gli Angiò – Durazzo e il barone Giovanni Grimaldi di Boglio, sino ad allora fedele a questi ultimi e Gran Siniscalco di Nizza, prese una risoluzione apparentemente azzardata ma poi rivelatasi per quella giusta: offrire Nizza ad un vicino potente, almeno dal punto di vista militare, per impedire che cadesse sotto la sovranità degli Angiò di Francia. Già in passato Nizza aveva stretto alleanze con Pisa, poi con Genova, ma furono di poco conto e di non lunga durata, il legame con i Savoia sarebbe durato fino al 1860, quando la città sarebbe stata ceduta alla Francia in cambio dell’aiuto fornito al Regno di Sardegna nella guerra del 1859 contro l’Austria.

Il 28 settembre 1388, di fronte all’Abbazia di San Ponzio, allora fuori le mura di Nizza, il Conte Rosso raccolse l’atto di dedizione della città firmato dai quattro sindaci che il Gran Consiglio, detto Consiglio dei Quaranta, aveva delegato: Giraudo Roccamaura, dottore in leggi e appartenente alla piccola nobiltà, Antonio Blasio, Luigi Talon e Gioanni Tagliaferro, appartenenti al ceto borghese. Interessante l’assenza della nobiltà vera e propria. Qui possono avere influito due fattori: il senso di fedeltà agli Angiò – Durazzo da parte dei nobili e, forse, anche un motivo in realtà assai meno nobile, che nella storia è sempre stato presente, dall’antichità più remota ai giorni nostri e che fa parte della natura umana, quell’istinto che dice ai più di aspettare, prima di esporsi in qualche novità politica, di sapere “come va a finire”…

Giovanni Grimaldi di Boglio, l’ispiratore del trattato, venne confermato nella sua carica di Gran Siniscalco e la sua famiglia divenne nei secoli così potente da costituire quasi uno Stato nello Stato (la tradizione vuole che il motto non ufficiale dei capifamiglia fosse: “Sono un Grimaldi di Boglio e faccio ciò che voglio”), al punto da impensierire gli stessi Savoia. E, infatti, nel 1621, Carlo Emanuele I fece eliminare l’ultimo dei Grimaldi di Boglio, che si era asserragliato nell’apparentemente inespugnabile fortezza di Torretta – Revest, nell’alta Valle dell’Esterone, e subito dopo la Contea di Nizza venne spezzettata in tanti piccoli feudi assegnati a nobili di provata fedeltà. Con il 1621 si può quindi dire che iniziò una nuova fase della storia nizzarda.

Che per il ceto mercantile nizzardo la dedizione ai Savoia fosse considerata un passo necessario per poter avere la pace e la tranquillità necessarie a gestire i propri affari economici, è testimoniato da un articolo del trattato, il XXV, in cui si dice che in Nizza verrà istituita una casana, come è consuetudine in vari luoghi d’Italia. La casana era un nome dato alle prime casse di credito, che vennero fondate da banchieri toscani in Alto Adige nel XIII secolo e che poi rapidamente si diffusero nel resto d’Italia.

Per i Savoia uno sbocco al mare da cui, non proprio a Nizza ma nell’adiacente rada di Villafranca ove l’acqua è più fonda, nacque la loro marina da guerra che darà alle tradizioni navali italiane fior d’ammiragli (qualche nome a caso, i Provana di Leynì, i de Passano, i Lascaris di Castellar, i Des Geneys, gli Alberti di Villanova, i d’Auvare ecc.), per i Grimaldi di Boglio la possibilità di riaffermare e rinforzare il proprio potere personale con le spalle coperte da un signore potente e ben armato di fronte al quale gli Angiò – Durazzo non potevano certo competere, per i nizzardi in generale la pace e la tranquillità, per il ceto mercantile la possibilità di intraprendere buoni affari, come suggeriva l’articolo del trattato prima menzionato. A proposito del trattato (scritto in latino, lingua ufficiale dell’epoca; quando Emanuele Filiberto, il Duca detto Testa di Ferro, scelse di adoperare nel proprio stato bilingue il volgare quale lingua ufficiale, a Nizza si adoperò l’italiano e nessuno lo sentì come una forzatura): un altro articolo di esso, il IV, afferma che il nuovo sovrano non cederà Nizza e la sua Vicaria a chicchessia, in particolare al Re di Francia… Quindi, quando nel 1860, dentro e fuori il Parlamento Subalpino, scoppiarono le prevedibili polemiche sulla cessione, la propaganda repubblicana – e non solo quella – ebbe buon gioco di accusare più o meno velatamente Casa Reale di avere tradito il trattato (le polemiche investirono però soprattutto il Conte di Cavour in quanto, a norma dello Statuto Albertino, la  figura del Re era “sacra ed inviolabile”, per cui critiche troppo aspre avrebbero potuto avere serie conseguenze giudiziarie).

Dopo il 1860 circa diecimila abitanti della Contea di Nizza optarono per la cittadinanza sarda e poi italiana e la gran parte di loro si trasferì fuori dei confini nizzardi. Tra essi Eugenio Cais di Pierlas ( Nizza, 15 ottobre 1842 – Torino, 10 aprile 1900), il fondatore della moderna storiografia scientifica nizzarda, che alle vicende qui sinteticamente rievocate dedicò un grosso e ancora fondamentale studio, “La Ville de Nice pendant le premier siècle de la Domination de Princes de Savoie”, pp. 560, Fratelli Bocca Editori, Torino 1898. Il Cais di Pierlas non dedicò la vita solamente a studiare la storia della propria terra natale (non posso qui citare tutte le sue opere, mi limiterò a “I Conti di Ventimiglia, il Priorato di San Michele ed il Principtato di Seborga”, del 1884, “Gli statuti della Gabella di Nizza sotto i Conti di Provenza”, di dieci anni successivo e “Chartrier de l’abbaye de Saint-Pons au Diocèse de Nice”, uscito poco dopo la sua morte bel 1900 a Monaco, per interessamento delle stesse autorità principesche, in quanto lo storico aveva dedicato non pochi studi alla famiglia Grimaldi) ma, come dimostrato da due volumi di epistolario pubblicati negli ultimi anni dai pronipoti Andrea e Nicolò Jagher per l’editore Phasar di Firenze, cercò in tutte le maniere di tenere viva la fiamma dell’irredentismo nizzardo. Alla memoria dell’insigne storico ho voluto dedicare questo breve scritto.

ACHILLE RAGAZZONI

25 Settembre 2020/da user-pannunzio
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/09/images-4.jpg 197 256 user-pannunzio http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png user-pannunzio2020-09-25 09:20:122020-09-25 09:20:1428 settembre 1388 – 28 settembre 2020: 632 anni fa Nizza entrava nella storia d’Italia, di Achille Ragazzoni

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

483591

Articoli recenti

  • Darwin e le macchine: l’intelligenza artificiale prenderà il sopravvento? di Mara Antonaccio
  • Il Libero Arbitrio: l’illusione più utile o il dono più grande? di Gianni Bertolusso
  • L’undicesimo comandamento: essere magri, di Mara Antonaccio

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: La Religione della Libertà di fronte alle “vie” del petrolio e della seta ( rileggendo Pasolini ), di Giuseppe Brescia Collegamento a: La Religione della Libertà di fronte alle “vie” del petrolio e della seta ( rileggendo Pasolini ), di Giuseppe Brescia La Religione della Libertà di fronte alle “vie” del petrolio e della seta... Collegamento a: Oggi piccolo non è bello, di Gianpiero Aureli Collegamento a: Oggi piccolo non è bello, di Gianpiero Aureli Oggi piccolo non è bello, di Gianpiero Aureli
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}