A proposito della “Legge sul consenso”, di Lino Sacchi
La cosiddetta “Legge sul consenso”, che dovrebbe tutelare la donna da rapporti sessuali non voluti, è ferma in Senato perché necessità “di approfondimenti”. Ha difetti gravi ai quali ha dedicato un articolo il nostro direttore. Tra gli “approfondimenti”, ce n’è uno che auspico venga affrontato dai legislatori e riguarda il caso nel quale a dire no, anche in extremis, non sia lei, bensì lui. Non siamo qui sul terreno dello stupro, manifestamente impossibile; a mio avviso, tuttavia, in siffatto gesto altamente offensivo si configura – a carico di lui – un caso di oltraggio che andrebbe perseguito! Spetta lui, se innocente, dimostrare di avere agito in una situazione di estrema necessità. Insomma, al lavoro senatori! (dal latino senex).



