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Il recentissimo scandalo che ha investito i vertici (addirittura una vicepresidente…) del Parlamento Europeo, hanno portato il mio livello di stima per quell’istituzione a sotto lo zero. A dir la verità, di stima per l’Europarlamento ne ho sempre avuto molto poca. Negli ultimi anni si sono viste approvare numerose misure che, dal punto di vista economico, penalizzavano grandemente l’Italia, non parliamo, poi, di tutte le misure che hanno favorito i grossi gruppi finanziari e fortemente penalizzato il ceto medio (poi ci si lamenta se, ad ogni elezione, i cosiddetti “sovranisti” guadagnano terreno…), senza contare certe posizioni di principio, per esempio in politica estera, che lasciavano a dir poco interdetti. Da mazziniano sono un europeista convinto, ma l’Europa in cui credo è basata non sulle cifre e le lettere del BIC/SWIFT, bensì sull’eredità lasciataci da Omero, Virgilio, Dante, Goethe, Shakespeare e anche, lo dico apposta perché so così di dar fastidio a qualche imbecille, da Dostoevskij e Tolstoj. Un celebre politico, oramai nel mondo dei più, diceva che a pensar male si fa peccato ma, altresì, spesso ci si azzecca. E allora, a questo punto il sospetto è legittimo, è legittimo pensare che gran parte (tutte?!) le decisioni prese dal Parlamento Europeo, siano state ispirate da potentissime lobbie economico-finanziarie, tese solamente a curare i propri sporchi interessi sulla pelle dei popoli e delle nazioni. E sentire una socialista, o sedicente tale, esaltare la situazione dei diritti civili in un paese arabo ancora oggi al limite dello schiavismo, dà davvero di che pensare… E si comprende anche il perché di una certa circolare del Parlamento Europeo che consigliava di non augurare buon Natale per non “offendere” (sic!) i non-cristiani. Posso tranquillamente rimandare al mittente eventuali accuse di islam fobia: senza tirare in ballo fatti fortemente privati, in gioventù ho avuto stretti contatti con ambienti del Sufismo turco e, in seguito, con la confessione degli Alauiti (a lungo perseguitati e solo dal 1974 riconosciuti, un po’ obtorto collo, come facenti pienamente parte della comunità islamica). Grazie a loro ho potuto conoscere un volto dell’Islam distante anni luce da quello rappresentato dalla barbarie dei jihadisti e degli emiri (le due realtà sono meno distanti di quanto non si creda, solo l’Occidente corrotto dai petrodollari fa vinta di non vederlo…). Gli emiri hanno tantissimi soldi da spendere e considerano, non so quanto a torto, i politici dell’Europarlamento tutti, più o meno, corruttibili. Oltre a loro ci sono tante altre lobbie, ancor meno commendevoli, e gli effetti del loro continuo lavorio si sono visti nel corso degli anni. Mi ha colpito, guardando le foto sui giornali, il volto di una delle principali accusate, Eva Kaili, un volto dall’estrema bellezza. Mi ha colpito la somiglianza (anche il nome di battesimo e l’iniziale del cognome sono uguali) con Eva Kant, l’eroina negativa dei fumetti di Diabolik, il personaggio nato dalla fantasia delle sorelle Giussani; ella è, nelle storie a fumetti, la compagna di vita e di scelleratezze dell’inafferrabile criminale. Ecco, se fossi un regista e mi affidassero la regia del prossimo film di Diabolik, sceglierei lei nella parte di Eva Kant. Sarebbe in grado di recitare la parte con estrema spontaneità, disinvoltura e naturalezza. Ne sono più che convinto.

Achille Ragazzoni