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Sul tema del reddito di cittadinanza, in estrema sintesi, i detrattori ne evidenziano le storture mentre i sostenitori il ruolo che la misura avrebbe nel contrasto alla povertà. In mezzo aspetti riguardanti, si potrebbe dire, “tattiche di convenienza politica”. Fin qui nulla di nuovo. Personalmente sono favorevole a forti misure di contrasto alla povertà, a misure contenenti efficaci ammortizzatori sociali. Ritengo tali misure imprescindibili nella società in cui viviamo. Ma non è questo il punto. Compaiono negli ultimi giorni articoli di stampa nei quali si darebbe voce al malcontento di persone che vivono in quartieri difficili d’Italia e che minaccerebbero “barricate” qualora si intervenisse in senso restrittivo sul reddito di cittadinanza.  Ma cosa che ritengo grave è che si darebbe il via all’equazione “no reddito di cittadinanza = si è costretti a delinquere per campare”. Una equazione che ritengo inaccettabile e offensiva del buonsenso e della morale. L’educazione, la cultura, il senso civico, la voglia di mettersi in gioco non hanno status sociale. Fanno parte, o dovrebbero, delle regole elementari di convivenza civile. Al più occorrerebbe adoperarsi per dare a tutti la possibilità di poter realizzarsi, di vivere una vita dignitosa. Semmai avessimo bisogno di conferme, tutto questo testimonia il degrado civile in cui sta sempre più scivolando il nostro Paese. Degrado civile che si accompagna mestamente al degrado di carattere economico.