Pannunzio Magazine
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Youtube
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu

“ E il dottore dov’è?”, di Patrizia Valpiani

Le 9 Muse

Quella sera, il vento spazzava via le foglie gialle  di due piante preziose, acacie e  noccioli, travagliati dalla recente grandinata. Dalla finestra del vecchio edificio, una modesta fabbrica  fallita e rilevata dal Comune per farne una sede della U.S.S.L.,(Unità Socio Sanitaria Locale, così si chiamava in quegli anni) la giovane dottoressa, appena rientrata dalla prima visita serale, guardava fuori. Stava seduta su una poltroncina in legno munita di braccioli vicino ad un piccolo divano, all’occorrenza ottimo per un breve relax in attesa delle richieste di visite urgenti. Di fronte a lei, sull’ampia scrivania, la sua bella borsa medica nuova, un registro per annotare nomi, motivo della chiamata, orari  e, oggetto primario di lavoro, il telefono con tanto di segreteria telefonica da inserire quando l’operatore era fuori. Una vetrinetta chiusa a chiave con farmaci di pronto soccorso posizionata contro la parete completava l’arredamento.  Oltre il ponticello sul torrente impetuoso che attraversa il paese di Pontestazzemese, nell’entroterra montano della Versilia storica, era parcheggiata la piccola utilitaria bianca- una centoventisei- con la scritta sulla fiancata: “Guardia medica notturna e festiva”. Era il 1979, nel mese di novembre. Questo servizio pubblico aveva preso l’avvio in tutta Italia all’inizio di quell’anno. Non c’era alcun autista, alcun infermiere, il medico rispondeva di persona alle telefonate. Proprio di fronte all’edificio, un’altura dominava la piazza: lì si ergeva- e si erge tutt’ora-  il Sacrario  degli Alpini, in memoria dei caduti in guerra. I paesi come questo dell’entroterra  vicino alla linea gotica sono ricchi di memorie e di animi orgogliosi. C’era stata una grande festa il giorno della sua inaugurazione. La giovane Valeria, allora solo all’inizio dei suoi studi universitari, era presente, attirata dal fascino dei racconti di suo padre, vecchio alpino tra i promotori dell’iniziativa. Ricordava la commozione dei reduci presenti con le decorazioni ben in vista sulle giacche. Il pomeriggio autunnale si era concluso  con  frittelle di castagne e un bicchiere di vino rosso che nessuno poteva rifiutare. Il servizio di guardia medica notturna e festiva era svolto da medici di buona volontà, animati da grandi ideali, ma di poca esperienza. Le chiamate, dapprima scarse ( i montanari, si sa, sono assai diffidenti nei riguardi delle novità), erano pian piano aumentate nel corso del tempo e la dottoressa Valeria  ricopriva quell’incarico  da un paio di mesi.  La prima urgenza quella sera si era risolta in fretta, si trattava di un bambino del paese, a pochi passi dalla sede, con febbre alta. La serata e la notte sarebbero state ancora lunghe. “Drin, drin, drin” Erano  le ventitré da poco passate quando il telefono squillò di nuovo.

“Guardia Medica.” Rispose lei pronta. Era  rientrata da poco, il bambino stava meglio. Si era versata dal suo thermos personale un poco di caffè caldo, lo sorseggiava seduta alla sua postazione davanti alla scrivania.   Indossava ancora il montgomery blu e la sciarpa,  appena allentata: lo scarso riscaldamento non invogliava ad alleggerire il vestiario.

“ Telefono da Arni. Il mi’ marito da du’ ore è concio male, respira strano e suda tutto, un lo so che c’ha. Può venì il dottore a visitallo?”( Mio marito da due ore è ridotto male, respira a fatica e suda, non so cos’ha. Può venire il dottore a visitarlo?)

“ Ha qualche altro problema? La tosse ? La febbre?”

“Sisì, è tutto baboso e tosse tanto, è anco abbacchiato. La febbra  un lo so, un ha volsuto fassela misurà. Mi par  di no, un so che dagli, un semo avvezzi…”( Sì, sbava e tossisce tanto, è giù di morale. Non so se ha la febbre, non ha voluto misurarsela, mi sembra di no, non so cosa dargli, non siamo abituati… )

“ Non va tanto bene allora, Mi dia l’indirizzo.”

“ Eh, l’indirizzo! Un ci trova mica. Dovete fa’ la via di Arni, dopo il Cipollaio c’è uno spiazzo con un barre. Io telefono di qui che a casa un ce l’abbiamo. Il mi’ figliolo resta qui davanti anche se un ce l’ha in buzzo e dopo v’accompagna. Pe’ l’amo’ deddio, spicciatevi.”( Eh, l’indirizzo! Non è facile trovare la casa. Deve percorrere la strada per Arni. Dopo la Galleria del Cipollaio c’è uno spiazzo con un bar. Io telefono da qui, a casa non ce l’abbiamo. Mio figlio rimane  ad aspettarvi anche se non ne ha voglia. Vi accompagnerà lui a casa. Per favore, fate presto.)

Appena riagganciata la linea, Valeria prese una decisione rapida : una chiamata alla Croce Verde di Pietrasanta per allertare un’ambulanza.

“ Io parto subito. Sono più vicina e arriverò prima, ma voi seguitemi.”

“ E’ sicura che serve? “

“ Non del tutto. Ma a sentire i sintomi non è curabile a casa.  E poi il malato è in Arni. Se ha quel che credo non c’è tempo da perdere. Portate una bombola di ossigeno. Qui non ce l’ho.”

Arni è la frazione montana di Pontestazzemese più lontana e disagiata ma, attenta alla strada tutta curve e con poca illuminazione, lei arrivò più in fretta possibile davanti al bar dove aveva appuntamento, appena oltre l’ antica Galleria umida e buia. C’era un crocchio di gente ad aspettare: solo uomini. L’avevano guardata scendere dalla macchina, tutti con una coppola  in testa e la sigaretta accesa.

Tra di loro, un ragazzotto  grande e grosso un po’ bevuto o forse solo confuso si fece avanti:

“ E il dottore ‘un c’è?” ( Il dottore non c’è?)

“ Il dottore sono io.”

“Ora ci si mettono anco (anche) le donne.” Lui girava gli occhi incerto: dalla macchina, a lei, alla borsa medica. 

“Stia tranquillo, mi accompagni dal malato.” Valeria, giovane e di piccola statura, assunse l’aria più energica possibile.

“ Boh, io ‘un ci capisco più nulla” ( Non ci capisco più niente). Mormorava tra sé e sé l’uomo, mentre la precedeva in un vicoletto lì dietro, mani in tasca e spalle incurvate in avanti. L’odore di orina si mischiava con quello delle galline che razzolavano  fuori durante il giorno.

Dopo pochi passi raggiunsero la casa. Una donna di mezz’età vestita di nero e con un fazzoletto in testa legato sulla nuca, aprì la porta . Nella  stufa, crepitava un ciocco di legna; emanava calore e un buon odore di caldarroste .

“ E il dottore ‘uv’é?” ( E il dottore dov’é?)  Ripetè lei, con lo stesso tono del figlio.

“Il dottore sono io, stia tranquilla, so quel che faccio.”

Lei scosse la testa , ma non replicò, rassegnata e con gli occhi bassi la precedette in camera.

L’uomo respirava a fatica, con rantoli e sibili. Stese la mano verso di lei, con gli occhi appannati :

“ Mi par di soffocà.” ( Mi sembra di soffocare). La visita fu veloce e confermò la diagnosi sospettata.

“ Non soffocherà, ma ha un edema polmonare, è  una cosa grave e non può curarsi qui a casa.” La dottoressa Valeria tirò fuori dalla borsa il laccio emostatico per  una prima terapia d’urgenza.

“  Ha bisogno di essere ricoverato subito in ospedale.” Spiegò al malato e poi, rivolto ai parenti: “State tranquilli, ho già chiamato io.”

La sirena dell’ambulanza che si udiva in lontananza si avvicinò fino a spegnersi, lì vicino.

Sulla porta, mentre i barellieri portavano via l’uomo, lui sussurrò piano tra un colpo di tosse e l’altro: “ Mari’, ‘un ti preoccupa’ che rivengo. Dagli l’ove e le castagne al dottore.” ( Maria, non ti preoccupare, ritorno. Dai al dottore uova e castagne).

Nota dell’ autrice: alcune frasi  del dialogo tra i protagonisti sono scritte in dialetto versiliese storico (Quello che si parlava nei quattro comuni dell’antico capitanato di Pietrasanta e ormai quasi in disuso. Nell’uso corrente ne sono rimaste poche locuzioni). Anche se di facile comprensione, riporto tra parentesi la traduzione in lingua italiana.

29 Marzo 2021/da user-pannunzio
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2021/03/vintage-doctors.jpg 800 800 user-pannunzio http://www.pannunziomagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Intestazione-Centro-Pannunzio.png user-pannunzio2021-03-29 13:51:222021-03-29 13:51:24“ E il dottore dov’è?”, di Patrizia Valpiani

Cerca

Search Search

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Tag

Alimentazione Antropologia Arte Attualità Cibo Cinema costume Cucina Cultura donne economia enogastronomia epidemai epidemia Filosofia futuro Giornalismo ieri industria lavoro Letteratura libertà Libri magistratura media Medicina musica nutrizione pandemia persecuzioni Poesia Politica psiche Psicologia Religione resistenza salute Scienza scuola Società Storia terrorismo Vino virus welfare

Visitatori

478290

Articoli recenti

  • Perdersi negli altri e nelle cose. Le lettere di Benedetto Croce, di Alessio Magaddino
  • Il mercato, da sempre crocevia di commerci
  • La pace, la democrazia, la Patria, di Pier Franco Quaglieni

Categorie

  • Attività
  • Cinema
  • Costume e Società
  • Domani
  • Enogastronomia
  • Eventi
  • I dibattiti
  • I lettori scrivono
  • Ieri
  • In evidenza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • News
  • Oggi
  • Politica
  • Rubriche
  • Saggi
  • Scienza e medicina

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020

Contatti

Centro Pannunzio
Associazione culturale libera fondata a Torino nel 1968

Via Maria Vittoria, 35 H
10123 Torino (TO)

Tel 011 8123023
redazione@pannunziomagazine.it
www.centropannunzio.it

Logo IPSNet Webagency Torino

© Copyright - Pannunzio Magazine | Realizzazione sito web: IPSNet Web Agency Torino
  • Home
  • Ieri
  • Oggi
  • Domani
  • In evidenza
  • Costume e Società
  • Politica
  • Dibattiti
  • News
  • Rubriche
  • Eventi
  • Attività
  • Scienza
  • Le 9 Muse
  • Libri
  • Saggi
  • Cinema
  • Galleria
  • Redazione
  • Contatti
Collegamento a: Gli effetti del lockdown sulle abitudini alimentari, di Maria Rosa La Barbera Collegamento a: Gli effetti del lockdown sulle abitudini alimentari, di Maria Rosa La Barbera Gli effetti del lockdown sulle abitudini alimentari, di Maria Rosa La Barbe... Collegamento a: La scuola sospesa, di Pier Franco Quaglieni Collegamento a: La scuola sospesa, di Pier Franco Quaglieni La scuola sospesa, di Pier Franco Quaglieni
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi. Consulta la nostra Privacy Policy
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}