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“Fine della pena mai”, era, è la condanna più temuta per i rei, parafrasando invece per un edificio infinito, la pena non per i rei di aver iniziato un’opera discussa, ma per i cittadini, è  : “Fine dei lavori mai”.

Questo per raccontare un’incompiuta infinita a Torino, la nuova Sede della Regione Piemonte,una delle tante storie di malaffare italiano,che investe un territorio una volta virtuoso ma da alcuni anni sprecone e disattento.

La sua avventura inizia nel 2001, sotto la giunta Ghigo e prevedeva attraverso l’istituto del “concorso ad inviti”, la costruzione di una sede unica della Regione.

All’inizio l’idea  di concentrare in un unico complesso, non dispiacque, i vari uffici  degli Assessorati della Regione, erano disseminati in varie vie, anche molto distanti fra loro.

Il dibattito in realtà si protraeva da diversi anni , visti i costi esorbitanti degli affitti, sui quali fu anche avviata un’indagine giudiziaria e le indicazioni molteplici e fantasiose.

Ad esempio io, a fine  degli anni 80, avevo proposto il compendio della Venaria Reale, lasciando la parte aulica di mera rappresentanza e le altre notevoli porzioni, destinate ad uffici. Per chi non conosce la Reggia ,occorre precisare che era completamente priva di arredi e quadri ,essendo stata oggetto per circa duecento anni di scorrerie e depredazioni ,era pertanto  uno splendido contentore vuoto di 80mila mq.

Fu avviato  dopo un mio appello, un cantiere straordinario, con un grande impegno finanziario, come mai si era visto prima, viceversa per la sola destinazione a Museo,con tutto ciò che comporta ma questo richiederebbe un articolo a parte.

Ritornando al nostro grattacielo dopo il “concorso ad inviti”per la Sede Regionale, istituto con il quale non vengono invitati tutti gli architetti pur dotati di tutti i requisiti ma solo alcuni secondo la discrezionalità ,legittima per carità,  della Stazione Appaltante, il prescelto fu nel 2001  l’architetto romano di origini lituane, Massimiliano Fuksas.

Dopo il cambio di giunta nel 2006, la Presidente Bresso predilesse un’altra area rispetto a quella precedentemente assegnata, cioè quella del Lingotto/ Nizza Millefonti invece del Borgo San Paolo  ed estendendo l’incarico di riqualificazione della zona .

I lavori dopo un certo numero di varianti al Prg, riiniziarono nel 2011 con una spesa prevista iniziale di 250 milioni di euro e i tempi  previsti in quattro anni...

Inchieste, processi, denunce , tre dirigenti condannati in Appello per danno erariale, la  Regione che chiede  in tribunale danni a Fuksas per errori progettuali , ma intanto il grattacielo di “mitterandiana” ispirazione, nel senso di “grandeur”, è  ben lungi da essere terminato .

Ogni tanto anzi periodicamente, spuntano annunci  stampa di termine lavori che vengono poi sempre smentiti dai fatti, anzi le uniche certezze sono  il lievitamento di costi, dai 250 milioni di euro ai  337 di alcuni mesi fa, ma si attende l’aggiornamento.

Per quanto riguarda i tempi viceversa ,secondo il cronoprogramma iniziale, i lavori avrebbero dovuti essere  terminati nel 2009  ma  pur considerando le varianti che però hanno solo fatto lievitare i costi,con primi scavi, assommano a oltre 19 anni.

Facendo un paragone impietoso, l’altro ed il primo grattacielo di Torino, la cosiddetta Torre Littoria, dietro piazza Castello in via Viotti, progettato dall’arch.Melis nel 1933, fu inaugurato in tempi record , verso la fine del 1934  e  risultò cosi  solido che neanche i bombardamenti del 1944, lo scalfirono.

Il grattacielo o meglio I due grattacieli, l’altro attuale, è quello di Intesa San Paolo, hanno  altresì stravolto il panorama della città,  Torino a differenza di Milano non può sopportare,data l’armonia ed uniformità urbanistica,che è anche la  sua pecularità e bellezza,un  impatto  visivo  così stridente.

Il perdurare patologico di questo cantiere infinito, tra l’altro disordinato, ha anche creato un grande disagio per la circolazione, causando inoltre problemi di rumore e polvere da oltre diciannove anni.

Il nuovo Sindaco per le sue competenze, il Comune di Torino, ha rilasciato i vari Permessi a Costruire,  ha esaminato nelle sue Commissioni Edilizie diverse varianti approvandole tutte e ha dovuto modificare la viabilità della zona, fermo restando il fatto che proprietaria e Stazione Appaltante, è la Regione Piemonte , avrà il compito fondamentale di invertire questa tendenza e di dare un segnale forte di una città più civile ed ed ordinata, lo aspettano tutti i torinesi e non solo.