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Per anni abbiamo assistito alla volontà di alcuni di non raccontare per non ricordare le foibe e l’esodo Giuliano Dalmata e Fiumano. Poi, al tentativo di altri, purtroppo sempre attuale, di minimizzare e cercare giustificazioni sui gravi fatti accaduti a migliaia di italiani. Il Comune di Chieri ospita e promuove, in vista del prossimo Giorno del Ricordo, un incontro sulla questione del confine orientale. Un moderatore dell’Istoreto e due relatori dell’Istoreto. Che ricordo può essere senza esuli e senza storici di altro orientamento? Nessuno dell’Associazione esuli ANVGD, nessun invito a Gianni Oliva o Pier Franco Quaglieni che da anni si occupano del tema e che hanno contribuito a far conoscere con obiettività i fatti accaduti dopo anni di oblio. E se poi si scopre che tra i relatori invitati c’è Eric Gobetti allora il tutto diventa inaccettabile. Non occorre leggere il suo “libercolo”, “E allora le foibe?”, ma guardare una sua fotografia con il pugno chiuso le le bandiere jugolslave di sfondo per capire cosa pensa e chi è. Per citare il Prof. Quaglieni “le chiassate polemiche di Eric Gobetti non sono storia, ma sono gli ultimi residuati di una ideologia che pensavamo finita proprio perché condannata dalla storia”. Cosa vuole promuovere il Comune di Chieri? Conoscere la verità per capire, comprendere con obiettività per prendere coscienza e prendere coscienza per fare del passato un monito affinché certi avvenimenti non accadano più. E’ questo il significato del ricordo ed è quanto ci si aspetterebbe da ogni iniziativa, ancor più se sostenuta dalle istituzioni. Chiedo spiegazioni all’amministrazione comunale sull’organizzazione di un evento che ritengo inaccettabile e invito il Sindaco ad annullarlo per costruirne uno rispettoso di tutti gli italiani e chieresi che non negano la loro storia e continuano a presidiare il Giorno del Ricordo, che rischia ancora una volta di essere messo in discussione.