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Questa notte è mancato l’uomo che ho maggiormente ammirato nella mia vita. E naturalmente amato. Si era fatto da solo, ed è riuscito con le proprie forze a raggiungere le vette della professione forense e della cultura storica e letteraria. Ha vinto premi ed ottenuto riconoscimenti, ma è sempre rimasto una persona semplice e disponibile. Una stupida caduta, la rottura del femore, una operazione, e tre mesi di calvario tra complicazioni e ricoveri in ospedale. Poi la fine repentina. In politica non è riuscito a raggiungere tutti gli obiettivi che si era proposto, ma la propria innata onestà ne ha impedito il successo. Vorrei poter piangere un uomo simile, ma non ho più lacrime. Le ho spese tutte in questi giorni di dolore, e poi sono sicuro che non gradirebbe un compianto, ma un virile ricordo della persona che è stato. Ha rischiato la pelle durante il processo delle brigate rosse per onorare la toga di avvocato, e per difendere la legalità di un paese che spesso non merita tali sacrifici. Ora mi mancherà il mio punto di riferimento, e nessuno potrà soppiantarlo. Addio papà, mi mancherai per sempre.