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Tutte le Istituzioni, laiche e religiose, dovrebbero averlo in dotazione. Utile per programmare  le visite  ufficiali, indispensabile  per assegnare i posti alle autorità che intervengono ad una cerimonia. Il cerimoniale di Stato – IL CERIMONIALE, Il cerimoniale moderno e il protocollo di Stato (Massimo  Sgrelli, Master Edizioni) – di questo stiamo parlando, è una pubblicazione che raggruppa una serie di regole, anche  non scritte, sconosciute  alla stragrande  maggioranza dei cittadini ma ben presenti in chi, per la funzione che svolge,  deve organizzare  la visita di un Capo di Stato, un pranzo di gala, la partecipazione del Sindaco, del  Vescovo o del Prefetto ad una cerimonia  ufficiale. Non sono ammessi errori, per evitare brutte figure o, nel peggiore dei casi, incidenti diplomatici. Su questo prezioso volume scoprirete un mondo riservato agli specialisti: non per questo è privo di interesse e di curiosità. E’ pur vero che  il Cerimoniale non deve essere confuso con il Galateo, che riguarda  la persona nella sua individualità,  ma è del tutto evidente che, per gli addetti ai lavori, ne sottintende  la perfetta conoscenza. Nei secoli, le regole del Cerimoniale sono state influenzate da ragioni pratiche e d’igiene, estetiche, mistiche, politiche, sociali, ambientali, economiche  e morali. Per approfondire l’argomento non resta che consultare il volume di Sgrelli, in questa rubrica tratteremo, sommariamente, i casi che riguardano cariche istituzionali: Presidente della Repubblica, Ministro, Prefetto, Sindaco, e massime gerarchie ecclesiastiche. Leggendo queste note, capirete l’importanza delle precedenze, dell’assegnazione di un posto a tavola e, più in generale, l’osservanza del protocollo come “regola delle relazioni ufficiali pubbliche”. Per incarichi ricoperti, chi scrive ha avuto modo di assistere a imbarazzanti, e ingiustificate rivendicazioni da parte  di chi, in buona fede  ma all’oscuro del protocollo, pretendeva di occupare il posto riservato al sindaco o sedersi al tavolo del vescovo.  Si è fatto cenno  a motivazioni igieniche e pratiche tra  i fondamenti delle regole del cerimoniale. Non dovete sorprendervi. Se risaliamo ai secoli passati, almeno fino all’utilizzo delle posate individuali e di servizio, la minestra si assumeva direttamente dalla zuppiera con cucchiaioni utilizzati da più commensali. Nel Seicento si distribuiscono finalmente cucchiai individuali e solo nel Settecento si creano le posate di servizio.