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Ho assistito recentemente all’anteprima di un film, anzi di un docufilm, appassionante : la storia della nascita del film muto in Italia. I due autori francesi, di cui uno, Olivier Bohler, presente a Torino, asseriscono che le pellicole di quel  periodo, sono una vera e propria meraviglia, che non ha paragoni, ad esempio, con la Francia.  Un’arte ed un’industria, nata a Roma ma esplosa a Torino, con le maxi produzioni, di cui Cabiria, il kolossal dell’epoca, furono il momento più sfolgorante. All’estero Torino oltre Roma,  godette di fama ed ammirazione. Recentemente, un’altra anteprima su una vita straordinaria, un ragazzino nato poverissimo in un paesino del mantovano, Ostiglia, che osa, va a Milano e diventa Arnoldo Mondadori, interpretato magistralmente da Michele Placido. Ecco la Milano del pre boom economico, dinamica, brillante, è viceversa Torino perché qui è stata girata la produzione, davanti al mio studio tra via Carlo Alberto, la piazza omonima, la Galleria Subalpina, il Cinema Romano, la ex tipografia Don Bosco al Valdocco.  Tutti luoghi riconoscibilissimi per un torinese, specie la Galleria ed il Museo del Risorgimento, che diventano secondo gli sceneggiatori, la Milano del potere. Successe anche tanti  anni fa con il docufilm su Enrico Mattei e succede sempre. Ora ci sono state le polemiche sulla serie americana Fast and Furious dove Roma è Torino. Si sa gli americani sono di bocca buona , riescono a farsi in 3 giorni Siena, Firenze, Pisa, Roma e castelli. Ritornano in patria asserendo di aver visto una torre pendente a Siena ed una piazza  con un circo enorme a Firenze. Tevere e Po sono simili solo per l’inquinamento dell’acqua, per il resto, nulla li  accomuna. Quindi si è passati, da Torino all’epoca del muto conosciuta in tutto il mondo a Torino controfigura di  Roma. Le ragioni sono di carattere prettamente economico, girare a Roma costa il triplo, ne sanno qualcosa gli esercenti romani dove l’occupazione  di suolo pubblico è alle stelle, ma almeno un ristoro di immagine ad esempio nei titoli  di coda si potrebbe fare, indicando che le scene della produzione sono state interamente girate nel capoluogo piemontese.  Questo sia per la Rai che per per le major americane, una piccola soddisfazione, un piccolo risarcimento ed orgoglio che costa poco ed  almeno  ristorerebbe i  disagi.