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Il 31 luglio i fan dei fumetti e quelli delle tecnologie con vista sul futuro hanno festeggiato la nascita di George Jetson. Si tratta di una serie di cartoni animati, “The Jetsons” (nota da noi come “I Pronipoti”), lanciata nel 1962: George è, infatti, il dinamico quarantenne (siamo nel 2062) a capo della famiglia protagonista delle avventure create dai mitici William Hanna e Joseph Barbera. George, vive, con la moglie Jane, i figli Judy ed Elroy ed il cane Astro, ad Orbit City. La città si trova sospesa su giganteschi pali, centinaia di metri al di sopra della terraferma, per evitare il massiccio inquinamento. La capacità di prevedere il futuro da parte degli scrittori di fantascienza non è certo una novità ma fa una certa impressione ripercorrere oggi alcune delle innovazioni che, sessant’anni fa, apparivano solo come delle strampalate fantasie. Nelle puntate della serie americana si possono, infatti, ritrovare le ormai ubique videoconferenze, gli smartwatches, le capsule endoscopiche (che tramite micro-telecamere inviano dati dall’interno del corpo umano), giornali digitali, cibo prodotto con stampanti 3D, radiosveglie, televisori a schermo piatto, robot per la pulizia, droni giocattolo, tapis roulant per animali, ologrammi, zaini-jet, turismo spaziale e veicoli a decollo verticale. Per chi se lo chiedesse: ebbene sì, la prima auto volante è già in commercio, dispone del solo posto per il guidatore/pilota, è prodotta dalla svedese Jetson Aero e si chiama, in omaggio alla serie che l’ha anticipata, Jetson one. Il suo prezzo è di 92.000 dollari ma purtroppo gli ordini per quest’anno sono stati già completati ed il consiglio, per gli interessati, è di mettersi in lista per le consegne del 2023. Ci sono, naturalmente, innovazioni che neanche i geniali creatori del cartone statunitense avevano immaginato. Ad anticipare la nascita del Metaverso era stato, ad esempio, il romanzo del 1992 “Snow Crash” di Neal Stephenson e anche, qualche anno dopo, un altro geniale cartoon, “I Simpsons”: l’episodio, trasmesso nel 2011 ed intitolato “Holidays of Future Passed” (Vacanze di un passato futuro), vedeva Lisa Simpson immersa nell’ “ultra net”, molto simile agli universi alternativi dei quali tanto sentiamo parlare. Mai come oggi, insomma, possiamo dire che il futuro è adesso e, come scriveva Antoine di Saint Exupéry, il nostro compito non è di prevederlo ma di consentire che accada. Auguriamo, per concludere, a George una lunghissima vita sperando di poterlo raggiungere nel 2062 per fare nuovamente il punto della situazione. Non vediamo l’ora!