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Ci risiamo. La Germania annuncia misure straordinarie per proteggere i propri cittadini dal caro del gas. Un piano straordinario da 200 miliardi di euro che prevede sostegni e imprese a famiglie tedesche. Si potrebbe obiettare: Cosa c’è di male? In realtà sembrerebbe una cattiva notizia per gli altri cittadini dell’Unione. Siamo nuovamente di fronte all’ennesimo mancato accordo tra partner europei. L’azione compiuta “in solitaria” dalla Germania avrebbe, secondo pareri diffusi, conseguenze difficili per i Paesi con meno spazi fiscali e rischierebbe dunque di pesare sui bilanci di singoli Paesi in quanto “accenderebbe” pericolosi meccanismi speculativi. È l’ultimo esempio, purtroppo di una lunga serie, di quanto la costruzione europea sia inadeguata rispetto ai problemi del nostro tempo. Senza una vera Europa unita che consenta di mettere in comune almeno quelle materie che possono essere gestite al meglio a livello federale, avremo una somma di 27 debolezze, con 27 Stati che, sicuramente in modo legittimo, cercano di perseguire propri interessi ma che, nel farlo, non potrebbero mai perseguire il vero interesse del cittadino dell’Unione. E c’è un tema specifico. I cosiddetti “europeisti” sono coloro che impediscono di fatto l’apertura di un dibattito vero e necessario a far emergere la necessità di un autentico federalismo europeo. “Deficit democratico” e “costi della non Europa” restano argomenti tabù per il cittadino europeo,  il quale continua, spesso inconsapevolmente, a pagare un prezzo molto alto. Aldilà del gas.