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Non è ancora passata la settimana della lotta alla violenza contro le donne che coincideva anche con il Black Friday, ricorrenza americana macabra come Halloween, che invitava allo shopping sfrenato e sottocosto come lo era quello degli schiave invendute. Non mi è mai piaciuta la prima, orrore per la seconda, perché infarcita di retorica anziché atti concreti, come pene esemplari ed un maggior senso civico delle persone, vicini, amici e parenti a denunciare anziché, per il quieto vivere, preferire l’omertà. Ho seguito per un po’ trasmissioni come “Amore criminale” , ho trovato sconcertante che donne sopportassero per anni violenze fisiche, convinte che l’individuo che infieriva sul loro corpo, alla fine andasse scusato e perdonato. Accecate da un amore malato, pazze, fragili, ignoranti? Non so, quello che non capisco perché vicini che avranno sicuramente sentito, non abbiano avvisato le forze dell’Ordine o parenti. Possibile che i genitori non abbiamo colto i segni fisici e psicologici delle percosse? Mistero… Non c’è però solo la violenza fisica ma c’è  quella, che io definisco sociale, che si è accentuata in questi ultimi anni, con uomini al potere non di grande spessore culturale e per questo insicuri. Ho avuto la fortuna, o sfortuna, di conoscere da giovanissima personaggi di intelligenza straordinaria, talento , cortesia. Mi hanno sempre valorizzato al di là della mia giovane età e credo di non averli mai delusi. Il celebre urbanista poi Assessore all’Urbanistica Giovanni Astengo mi incaricava di esaminare e correggere i PRG (piani regolatori) e le varianti più delicate di importanti città piemontesi  come Alessandria e la stessa Torino. Giorgio Bassani, quando era Presidente Nazionale di Italia Nostra, mi incaricò di esaminare il Piano di salvaguardia della Laguna, Renato Bazzoni, fondatore del FAI mi voleva sempre al suo fianco quando presentava le nuove acquisizioni. Lo stesso valeva sul piano professionale, neo iscritta all’Ordine, vengo incaricata di  importanti progetti. Non solo non avevano pregiudizi maschilisti per la mia professionalità ma  erano anche educati, signori, in una parola gentiluomini che conoscevano anche tutte le regole di galateo. Trovo che negli ultimi anni sia tutto precipitato e non  solo per gli efferati, incomprensibili delitti ma anche per una sottile ma perfida  violenza psicologica che ad esempio per chi è sensibile come me è altrettanto dolorosa. Ora è tutto tremendamente difficile , devi dimostrare di valere 20 volte di più del tuo collega maschio per farti considerare. Ritengo, concludendo amaramente, che sia dovuto al fatto che una volta, c’erano uomini, adesso per lo più “ominicchi”…